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domenica 4 agosto 2013

Fogazzi vs Foresti


Fonte: Bresciaoggi venerdì 2 agosto 2013 – PROVINCIA – Pagina 21
CORTE FRANCA. L´opposizione si lancia all´attacco di sindaco e Giunta accusati di inerzia amministrativa e progettuale
«Due anni di Foresti, zero lavori pubblici»

Il Comune di Cortefranca: scintille tra opposizione e maggioranza
Volano gli stracci a Corte Franca: rapporti tesi in Consiglio comunale, con tutte le premesse per un autunno caldo.
A partire all´attacco è la civica di minoranza «Fogazzi sindaco», compagine che aveva perso dopo vari ricorsi le elezioni per un solo voto. E che adesso spara a zero sulla maggioranza che amministra il paese. A due anni dall´elezione, l´amministrazione del sindaco Giuseppe Foresti «non ha realizzato alcuna opera pubblica - è l´affondo di Fogazzi e sostenitori -. Eppure, in teoria, il periodo di rodaggio della giunta dovrebbe essere finito da un pezzo. Fino ad un paio di mesi fa, la giunta era composta da 3 assessori su 4 che avevano avuto lo stesso incarico nella precedente amministrazione, lo stesso sindaco Giuseppe Foresti era già stato consigliere comunale, quindi a conoscenza di quanto progettato e avviato precedentemente». «Dicono che mancano i soldi - attacca Fogazzi -, ma molte occasioni sono state sprecate. Ci riferiamo ai 930 mila euro che nel 2011 Esselunga versò al Comune, ora vincolati presso la Banca d´Italia di Roma a causa del rispetto del patto di stabilità. Fosse stato sforato, come da noi suggerito, avremmo pagato una multa, ma avremmo avuto a disposizione circa 700mila euro da investire, e che ora sono invece bloccati. Inoltre, sono fermi in Provincia di Brescia 200mila euro destinati alla sistemazione e messa in sicurezza di via Roma, sollecitati una sola volta». F.SCO.
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L’articolo riprende quanto si può leggere integralmente, insieme con altri argomenti e prese di posizione, su uno stampato della lista “Fogazzi sindaco”, diffuso nelle cassette postali in questi giorni e pubblicato anche on line qui. Per quanto riguarda i contenuti trattati, ci limitiamo a dire la nostra limitatamente a due aspetti.

 - Regolamento pesticidi. Non discutiamo sulle critiche mosse al testo e all'Amministrazione, però che si scriva "PECCATO IN CONSIGLIO COMUNALE E' STATA PRESENTATA LA VERSIONE SBAGLIATA!!!" è proprio assurdo!
È stato seguito tanto bene l'iter del regolamento, che neanche i consiglieri della lista Fogazzi si sono accorti della versione sbagliata messa in votazione! Eppure nella dichiarazione di voto del consiglio comunale del 20 giugno si legge che "il regolamento è stato modificato grazie proprio alla tenacia di alcune persone, compreso il sottoscritto (ndr: il consigliere Giovanni Sorteni)... ". 
Almeno su questo avrebbero fatto meglio a stare zitti, visto che la confusione/figuraccia l'han fatta anche loro!


- Consulte. Nel capitoletto "QUI COMANDO IO!" si legge: "Crediamo sia palese a tutti come questa Ammninistrazione abbia “piazzato” le persone a loro vicine ovunque sia stato possibile e come per questo abbia fallito, ad esempio, nella gestione delle Consulte, vero organo di partecipazione popolare: ad oggi ne esistono solo due e composte da pochissime persone."

Eh, sì, le consulte, istituite proprio dalla giunta Fogazzi, sono state talmente un vero organo di partecipazione popolare, che già allora si erano via via ridotte, in parte o in toto,  a spazi in cui si era informati del già deciso, o dove capitava che determine, approvate all’unanimità, finissero infelicemente in un cassetto.

Lo svilimento della partecipazione era già stato reso evidente non solo dalla nostra associazione, ma anche da altre persone della società civile che ne avevano fatto parte. Nemmeno uno straccio di verifica! Quando COMANDAVA, la giunta Fogazzi non si era accorta del fallimento? 


venerdì 2 agosto 2013

Franciacorta, vendemmia della solidarietà: le criticità


“Vendemmia solidale”, Cgil: «Emerse già le prime criticità»

red.) La Camera del Lavoro CGIL di Brescia, la Camera Sindacale UIL di Brescia e le rispettive segreterie generali di settore FLAI-CGIL  e  UILA-UIL , esprimono «il loro apprezzamento per il monito sulla corretta applicazione delle leggi che regolano i rapporti di lavoro (D.lgs 276/2003) che la Direzione Territoriale del Lavoro ha inviato a tutte le parti firmatarie del “progetto vendemmia della solidarietà”, compresi i sindaci dei comuni interessati».
«Insistiamo» affermano Damiano Galletti della Cgil e Daniele Bailo «nel manifestare il nostro dissenso sull’accordo tra FAI-CISL, Coldiretti e Demetra per il progetto “Vendemmia di solidarietà”, continuiamo infatti a ritenere questa scelta sbagliata perché riduce i diritti e le condizioni economiche dei lavoratori e per questa ragione manifestiamo ancora la nostra opposizione a questa intesa. Vorremmo poi segnalare come gli effetti di questi accordi, che rischiano di profilarsi come  un’intermediazione di manodopera, non hanno tardato a fare emergere i primi problemi».
«Ci è stato segnalato che nei mesi scorsi, presso l’oratorio del villaggio Violino, la AGRIWORK di Milano (Cooperativa di Servizi che non risulta iscritta nel registro della Camera di Commercio) ha tenuto un incontro dove ha raccolto i curricula di circa 150 lavoratori per poi selezionarne una quarantina ai quali pare abbia chiesto dai 35 ai 50 euro per la certificazione HACCP» è la denuncia del sindacato.
«Come previsto dalla legge 276 e ribadito dalla Direzione Territoriale del Lavoro, solo i soggetti autorizzati dal Ministero possono utilizzare i dati dei lavoratori, non certo soggetti privati come AGRIWORK. Inoltre» spiegano i sindacalisti «sottolineiamo che la certificazione HACCP non è affatto richiesta ai lavoratori della vendemmia, ma se anche lo fosse è comunque l’azienda o l’agenzia che assume a dover provvedere a proprie spese a mettere in regola il lavoratore».
«In un mercato del lavoro che ha bisogno di regole certe e trasparenza, certi “accordi” e sperimentalismi creano solo caos nel delicato mondo dell’ambiente agricolo. Insistiamo nel pensare che gli strumenti contrattuali, i protocolli d’intesa e le relazioni sindacali che abbiamo sottoscritto unitariamente in questi anni devono rimanere l’unico vero riferimento per le politiche del lavoro, le assunzioni e lo sviluppo delle attività agricole nel nostro territorio, attraverso gli istituti pubblici previsti dalla legge» prosegue la CAmera del Lavoro di Brescia.
«Chiediamo quindi alla Provincia di Brescia di convocare urgentemente un tavolo con tutte le cooperative e le agenzie per verificare la corretta applicazione delle leggi che regolano le assunzioni sulla vendemmia, anche alla luce dell’importante accordo registrato nel territorio di Pavia», conclude la nota.

giovedì 1 agosto 2013

Corte Franca: arriverà il bollino di comune virtuoso?


Il Sindaco Giuseppe Foresti
A proposito del meccanismo perverso del patto di stabilità e dei tagli dei trasferimenti statali, che costringono l’amministrazione a scelte molto sofferte,  in occasione del consiglio comunale del 20 giugno scorso, il sindaco Foresti aveva letto la lettera da inviare al governo nazionale con la richiesta di inserire il Comune di Corte Franca nell'elenco dei comuni italiani considerati virtuosi.

Di seguito la notizia uscita sulla stampa:

Fonte: http://www.bresciaoggi.it/stories/Provincia/543988_foresti_scrive_al_premier_letta_sbloccare_le_nostre_finanze/


Bresciaoggi, mercoledì 31.07.2013
CORTE FRANCA. La lettera-appello del primo cittadino contro la rigidità del sistema
Foresti scrive al Premier Letta
«Sbloccare le nostre finanze»
Fausto Scolari
Il Comune è alla «paralisi» dal 2010 per le clausole del patto di stabilità «Da allora siamo diventati virtuosi ma i nostri soldi restano congelati»

Un appello al governo per «sbloccare» le finanze del Comune. È questo il contenuto della lettera scritta dal sindaco di Corte Franca, Giuseppe Foresti, al Premier Enrico Letta e ai ministri Angelino Alfano e Fabrizio Saccomanni.
La richiesta è che il paese franciacortino possa essere inserito tra i Comuni virtuosi e si possa introdurre il saldo zero del patto di stabilità.
MOLTI I PROBLEMI evidenziati da Foresti: i tagli lineari che colpiscono indiscriminatamente i Comuni e soprattutto, nel caso specifico di Corte Franca, le penalizzazioni subite per il mancato rispetto del saldo 2010 del Patto di stabilità, oltre al divieto di applicare l´avanzo, situazioni che hanno portato allaa paralisi totale degli investimenti, comprese le manutenzioni.
All´inizio della lettera, Foresti ha ripercorso l´origine di questo stallo. «Il Comune di Corte Franca – spiega i primo cittadino - non ha rispettato il patto di stabilità interno per gli anni 2009 e 2010 a causa dell´ entrata straordinaria e irripetibile del finanziamento statale di un milione e 593mila euro per la realizzazione di una struttura polifunzionale. Il saldo obiettivo del Patto di stabilità obbliga i comuni ad incassare somme che obbligatoriamente devono restare depositate in Tesoreria senza essere spese. Corte Franca negli ultimi due anni ha incassato e non utilizzato 538mila euro, da sommare al saldo di quest´anno pari ad altri 451mila, per il totale di 989mila euro».
MA NON È TUTTO. «I tagli previsti dalla normativa a partire dal 2007 - scrive ancora Foresti - hanno inoltre ridotto le risorse, costringendo l´ Amministrazione a manovre finanziarie pressanti per i cittadini che in questo momento di crisi economica generale sono già in difficoltà. Sul fronte della spesa di gestione corrente il Comune negli ultimi anni si è trovato costretto a far fronte ad aumenti derivanti da nuove disposizioni di legge. Si è stati costretti a tagliare voci di bilancio e a ricorrere ad ulteriori imposizioni fiscali; con il bilancio di previsione di quest´anno, viene aumentata a scaglioni anche l´aliquota dell´addizionale Irpef, fino a giungere al massimo dello 0,8%».
Eppure, dice il sindaco, il Comune è finanziariamente sano: sono questi obblighi formali a paralizzarlo: «Ciò è provato dall´indice di autonomia finanziaria che è del 97%, Nel 2013 la rigidità per l´indebitamento per mutui accesi in anni passati è quasi inesistente, solo l´1,93% delle entrate correnti; il rapporto tra i dipendenti e la popolazione è tra i più bassi d´Italia: uno ogni 303 abitanti. Inoltre, a fine 2012 il Comune ha saldato i debiti verso i fornitori liquidando i vecchi lavori e i fornitori».
Per tutte queste ragioni il sindaco di Corte Franca chiede a gran voce che lo «sforamento» del 2009 non continui a gravare sul futuro del paese. Avrà soddisfazione?