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lunedì 3 dicembre 2012

Bilancio di previsione 2012: il Consiglio comunale approva la variazione di assestamento


Posto come obiettivo primario il rispetto del patto di stabilità, con il voto favorevole della sola maggioranza, il Consiglio comunale di Corte Franca ha approvato, nella seduta di giovedì 29 novembre, la variazione di assestamento generale del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2012.


Com’era da aspettarsi, molto critici i consiglieri di minoranza  che hanno bocciato la gestione economica.

La Lega Nord vede nell’operato dell’amministrazione mancanza di lungimiranza, incapacità a trovare strade alternative alla messa in vendita del Bar Sport, quando sarebbe bastato “blindare” il bilancio, come poi, causa le aste andate deserte, è dovuto accadere. Inoltre punta nuovamente il dito sul fatto che l’attuale amministrazione rappresenta solo il 31% della popolazione, il che esige maggior diligenza e responsabilità da parte della maggioranza; rispolvera gli errori nelle scelte edilizio-urbanistiche dell’assessore Pizzocaro, dal PGT alle residenze “aliene” di Nigoline, alla trasformazione del polivalente in auditorium...Secondo la Lega, i consiglieri di maggioranza non si rendono ancora conto dell’incapacità della giunta Foresti.

Anche la lista “Fogazzi sindaco” richiama la contestata alienazione del Bar Sport, sulla quale l’amministrazione non ha voluto aprire un tavolo di confronto: dopo aver speso 7000 € per le aste andate deserte, i locali della ristorazione dovranno ora essere affittati a un canone per forza agevolato, a causa delle spese da sobbarcarsi per la divisione degli ambienti dal bocciodromo, che rimane di proprietà comunale. 
Le “voci fittizie”, introdotte  precedentemente in bilancio, sperando nell’introito della vendita del bar, hanno dovuto essere stralciate, com’era già largamente ipotizzabile.  Quindi azzeramento degli investimenti previsti per riuscire a stare nel patto di stabilità.

(Qui il verbale con allegate dichiarazioni dell’opposizione)

domenica 2 dicembre 2012

Convegno, turismo in Franciacorta, cosa si legge sulla stampa



Giornale di Brescia 2 dicembre 2012 
Turismo, il futuro sorride ma serve una forte regia

Giornale di Brescia 2 dicembre 2012 
L’Outlet cassa di risonanza dell’area nel mondo
http://rassegnastampa.comune.brescia.it/news/2012/12/02/2012120202121900207.PDF?r=0.5049370543565601#messages=1&navpanes=0&page=1&scrollbar=1&statusbar=0&toolbar=1&view=FitH

«Era sorto guardato con un po’ di sospetto dalle Cantine, ma in realtà è diventato una cassa di risonanza della Franciacorta nel mondo». Monica Crescenti è la responsabile delle relazioni esterne del Franciacorta Outlet Village di Rodengo Saiano, «un centro che nel 2011 è stato visitato da 4 milioni di persone». Diffondendo il brand del territorio nel nord Italia, principale bacino di utenza dell’Outlet, ma anche all’estero. Circa il 15% dei visitatori è straniero, con una particolare presenza di russi e brasiliani. Il Village, aperto nel luglio 2003, «ha sempre cercato di fungere da centro di partenza per la scoperta del territorio circostante. Proponiamo a tour operator, associazioni, gruppi di clienti con cui siamo in contatto pacchetti turistici sull’intera zona». Un altro dato per dimostrare il movimento suscitato dall’Outlet: «Dal 2005 ad oggi abbiamo avuto oltre mille e cinquecento bus, con un incremento del 10% all’anno». Un bacino immenso da intercettare per il marchio Franciacorta, «grazie a marketing e new media».
Impossibile elencare le attrattive di quest’area nei vari campi. Nell’incontro di ieri Varinia Andreoli, della pro loco di Cazzago, e Alberto Zaina, storico dell’arte, hanno proposto qualche assaggio. Nel dibattito seguito alle relazioni è intervenuto il pof. Emilio Luzi, preside dell’Istituto tecnico turistico di Palazzolo: «Apriamo un tavolo di confronto con gli operatori per costruire la formazione dei nostri giovani puntata sulle esigenze locali». Silvio Parzanini, di Legambiente, vede con favore «la collaborazione fra i diciotto Comuni», ha chiesto il rilancio della linea Brescia-Edolo, la creazione di un Parco regionale. Le conclusioni a Gian Marco Pedrali, console del TCI per Franciacorta, Sebino e Valcamonica: «Serve un nuovo modello di sviluppo che metta al centro l’uomo e il paesaggio. Basta cemento».
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Giornale di Brescia 2 dicembre 2012 
I 18 Comuni: “Basta cave discariche e cemento”
http://rassegnastampa.comune.brescia.it/news/2012/12/02/2012120202122800204.PDF?r=0.9875874302815646#messages=1&navpanes=0&page=1&scrollbar=1&statusbar=0&toolbar=1&view=FitH

Non parlare ad una voce. È una delle carenze storiche della Franciacorta, terra identificata dal vino (e conosciuta per esso), ma che non ha neppure un suo perimetro amministrativo preciso. La situazione è cambiata negli ultimi mesi con la stipula dell’accordo Terra della Franciacorta, che impegna i diciotto Comuni a ragionare insieme, programmando un futuro condiviso. Un destino che poggi sulla qualità del territorio e dunque della vita a beneficio dei residenti e degli ospiti. Antonio Vivenzi, sindaco di Paderno e presidente di Terra della Franciacorta, ieri mattina, accanto al collega di Cazzago, Antonio Mossini, ha spiegato bene il nuovo spirito che ani- ma gli enti locali: «Vogliamo finalmente fare sistema nelle scelte urbanistiche, evitando i disastri del passato».
Una volontà già espressa in modo concreto. «I 18 Comuni hanno firmato insieme una osservazione al Piano territoriale di coordinamento provinciale che chiede quattro cose precise», ha detto Vivenzi. Eccole: la salvaguardia delle aree agricole con forti vincoli; la creazione di un Par- co di interesse locale sovraccomunale (Plis); la possibilità che l’insediamento di nuove cave e discariche sia votato (dunque promosso o boccia- to) a maggioranza dai 18 Co- muni (sancendo che si tratta di temi di interesse colletti- vo); la ripartizione degli oneri di urbanizzazione fra Comuni vicini nel caso di nuovi insediamenti sui confini (per sfavorire la nascita di altri centri commerciali). La Franciacorta, ha osservato Vivenzi, «paga il prezzo di non aver pensato prima alla promozione unitaria del territorio». Dal 1950 al 2000 (lo ha ricordato Roberto Vornoli, capo area Lombardia di Hypo Alpe Adria Bank presentando alcuni dati macroeconomici) in Franciacorta il suolo urbanizzato è passato da 8,3 milioni di mq a ben 46,5 milioni. «E pensare - ha sottolineato Vivenzi - che già nei primi anni ’60 si era parlato di un Piano regolatore unico». Quanto tempo perso da allora... e. mir.
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Bresciaoggi, domenica 02 dicembre 2012 – PROVINCIA – Pagina 26
CAZZAGO. La proposta del Touring Club al convegno organizzato insieme a Comune e Pro loco
Si alza una bandiera arancione
Il pubblico al convegno nella sala civica di Cazzago
www.bresciaoggi.it
sui borghi della Franciacorta
Fausto Scolari
Negli ultimi dieci anni il cemento si è portato via il 25% del territorio Il turismo come fonte di sviluppo per cominciare a voltare pagina

Una sala civica gremita ha accolto ieri a Cazzago il convegno «Turismo in Franciacorta: analisi e prospettive». L´incontro, organizzato dal Touring Club di Brescia, si è rivelato - grazie alle relazioni di alcuni dei principali protagonisti del settore - un momento di articolata riflessione sulle prospettive di sviluppo turistico della Franciacorta.
L´ASSISE, che ha trovato la collaborazione del Comune di Cazzago e della locale Pro Loco, ha posto l´accento su come sia indispensabile muoversi verso la tutela del territorio accantonando definitivamente il «modus operandi» dei decenni scorsi legato alla cementificazione. 
«In questi anni di crisi - ha affermato Gian Marco Pedrali, console Touring Club Italiano Franciacorta Vallecamonica - diviene più naturale l´impulso a riscoprire il turismo come fonte di sviluppo. La Franciacorta, che negli ultimi dieci anni ha visto sparire un buon 25 per cento del territorio sotto l´incalzare del cemento, ha l´opportunità di voltare pagina e porsi al futuro con un progetto di tutela ambientale volta ad uno sviluppo intelligente, che ponga al centro di tutto la persona. Il turismo può essere il volano di una nuova crescita che va di pari passo con la valorizzazione delle eccellenze del territorio. Bisogna lavorare assieme con le altre realtà per fare in modo che la Franciacorta possa offrire un territorio sempre più sostenibile». 
IL FARE SQUADRA è stato un po´ il filo conduttore del convegno. Lo ha ben sottolineato anche Silvia Razzi, assessore al Turismo della Provincia di Brescia, che ha ricordato come la Franciacorta abbia potenzialità enormi a patto che si muova nella simbiosi dei suoi componenti e che magari rifletta sull´insegnamento della Toscana, dove i marchi territoriali hanno portato un grande sviluppo al turismo interno di quella regione. E che dire dell´idea di Marco Girolami della direzione iniziative e strategie territoriali Touring Club Italiano, che ha suggerito di candidare i paesi franciacortini all´ottenimento della Bandiera arancione con la quale il Tci seleziona e certifica i borghi eccellenti dell´entroterra? 
Tale riconoscimento è uno degli strumenti col quale il Tc garantisce ai turisti qualità e accoglienza e un mezzo di valorizzazione alle località che la ricevono. Di certo sarebbe un bel biglietto da visita per i caratteristici borghi franciacortensi da giocare nella promozione del territorio anche all´estero.


sabato 1 dicembre 2012

Santuario della madonna della Neve e paesaggio: gli impegni della provincia

Il Santuario della Madonna della Neve, Adro

Riportiamo integralmente il resoconto di Gian Luigi Zanetti (v. qui Comitato 1519) riguardo alla seduta del consiglio provinciale svoltasi ieri, 30 novembre, nella quale è stata presentata e accolta, a stragrande maggioranza,  con ulteriori positive integrazioni, la mozione presentata dai Consiglieri del PD, riguardante la tutela del Santuario della Madonna della Neve nel Comune di Adro.




"Finalmente nella seduta di ieri il consiglio provinciale ha assunto a larga maggioranza un impegno specifico non solo a tutela del Santuario della Madonna della Neve ma, con molto piacere devo dire, anche a sostegno della proposta di istituire l’ambito inedificabile di quasi 3 km quadrati come richiesto dal nostro comitato.
Infatti la mozione, che è stata esposta dal consigliere di minoranza Cammarata leggendo per intero le premesse e i quattro punti della nostra petizione, ha conseguito il consenso anche di larga parte della maggioranza.

Non solo, il consigliere di maggioranza Raineri ha chiesto ed ottenuto di rafforzare la mozione inserendo nel testo un impegno esplicito a mettere in campo tutte le azioni possibili da parte della Giunta Provinciale, tra le quali anche quella giudiziaria, qualora le richieste della Provincia non vengano ottemperate da parte del Comune di Adro.
Ed è chiaro a tutti coloro che abbiano letto l’osservazione n.100, e la relativa risposta (controdeuzione) del Comune, che le richieste della Provincia in merito alle opere stradali in prossimità del Santuario e alla delocalizzazione della città del vino, fino a questo momento sono completamente disattese.

Solo i consiglieri della lega presenti in aula hanno votato contro la mozione; qualcuno mostrando i limiti di un fervore integralista (mi riferisco agli interventi del consigliere Formentini), qualcun altro non nascondendo la contrarietà personale alle opere previste nel PGT, ma sostenendo di sentirsi “preso tra due fuochi” (sono le parole del presidente della commissione territorio Marchioni) e quindi adeguandosi alla linea del partito.
Per la verità Marchioni ha chiesto un rinvio della mozione per consentire un’esame più approfondito della questione, volendo sentire anche le ragioni del Sindaco di Adro. La richiesta di rinvio non è stata tuttavia accettata da parte delle altre forze politiche, che hanno sottolineato come la mozione, da due mesi a questa parte, fosse all’ordine del giorno di ormai ben tre consigli provinciali.

L’intervento di Formentini, che lamentava l’ennesimo tentativo di limitare le autonomie locali imposto dai soliti poteri forti (scomodando a titolo di esempio il premier Monti e l’Europa), sosteneva l’azione dell’amministrazione locale di Adro come una battaglia per la libertà e la democrazia e infine minacciava ritorsioni (da questo momento la Lega si sente libera di intervenire sui PGT dei Comuni amministrati dalle forze politiche alleate in Provincia), è stato ben definito “retorico” e incoerente dagli esponenti delle altre forze politiche. A questo proposito vorrei ringraziare, credo a nome di tutti i nostri sostenitori, il capogruppo Inverici per avere sottolineato la necessità di “ricordare agli amministratori che non sono i padroni del territorio”.

Personalmente credo che l’intervento di Formentini sia stato il momento più basso del dibattito dal punto di vista politico, un momento di ottusa ideologia ben lontano al principio di ricerca del bene comune, che non solo dovrebbe animare tutti gli amministratori pubblici, ma non dovrebbe mai cedere il passo alle convenienze di parte.
Ma la cosa importante è segnalare il forte sostegno bipartisan incassato dalla causa del Comitato 1519, che ha ottenuto ben 28 voti a favore e solo 6 contrari.

Purtroppo non erano presenti due esponenti della Lega Nord dai quali avremmo voluto sentire una chiara presa di posizione: il Presidente della Provincia On. Molgora e l’assessore al turismo Silvia Razzi che, sulla questione della tangenziale e della città del vino, aveva recentemente dichiarato “Questo Santuario è troppo importante per ritrovarsi in una simile situazione. Il turismo, che è una risorsa economica fondamentale, si promuove anzitutto tutelando e valorizzando luoghi come questo“.

Ciò che conta tuttavia è che una grande operazione di speculazione, come quella della città del vino e dell’annesso sistema viario, da oggi inizia seriamente a vacillare."