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mercoledì 30 dicembre 2015

Domenica 3 gennaio: "Fornaci a Corte Franca", presentazione della trilogia

Domenica 3 gennaio 2016 alle ore 16
Presentazione del secondo e terzo volume della trilogia
"Fornaci a Corte Franca tra storia e memoria"

A cura del Gruppo Culturale di Corte Franca

Letture di EMILIA GIOVANESSI e MAURIZIO MILZANI

presso Auditorium “1861 Unità d’Italia”, Piazzale Carlo Cattaneo - Corte Franca


A conclusione potranno essere ritirate le copie gratuite dei due nuovi libri dietro presentazione del tagliando distribuito dal Comune.

lunedì 16 novembre 2015

Raccontare le fornaci a Corte Franca: in arrivo secondo e terzo volume della trilogia

Corte Franca, il sito della Vela, ora in liquidazione:
"la fornace di Borgonato di Caramatti e Biasca"
fu una delle più attrezzate industrie di laterizi
del Bresciano 
Il Gruppo Culturale locale ha ultimato l’indagine sulla storia delle fornaci da laterizi a Corte Franca. 

Dopo aver raccontato la tecnica e il mondo della produzione prettamente manuale (edizione agosto 2008), sarà a breve disponibile la parte che descrive il lavoro meccanizzato fino ai tempi più recenti della chiusura delle fornaci.

Conclusa la prima fatica, in cui già era preannunciata la prosecuzione della ricerca, sono seguiti, infatti, altri anni di impegno assiduo per scovare testimonianze dirette, organizzare incontri, raccogliere interviste, reperire documenti presso l’Archivio di Stato e comunale, compiere studi su manuali italiani e stranieri. 
Un lavoro più complesso del precedente, non facile da capire e da far capire, ma ora il corposo frutto dell'indagine, circa 300 pagine,  si concretizzerà nell'uscita di due nuovi volumi a completamento del primo: uno concernente il lavoro meccanico, l’altro quello industriale. 

Grazie al Gruppo Culturale la comunità avrà quindi a disposizione una trilogia completa, un’appassionata ricerca di valore storico e sociale, riconosciuto dall’Amministrazione comunale che si farà carico di provvedere alla stampa delle nuove opere.

E non dimentichiamo tra le iniziative intraprese sul tema la mostra allestita anni fa a Timoline e quella più recente ad Iseo, oltre alla toccante richiesta al Sindaco del capoluogo sebino del recupero della storica fornace Gatti.
Non si può che esprimere profonda riconoscenza al gruppo di lavoro e a quanti hanno partecipato con generosità e dedizione a questo lungo e paziente studio che ricostruisce, sottraendola alla dimenticanza e alla dispersione, un’attività che è stata per molte generazioni un periodo importante della storia del paese.

sabato 8 agosto 2015

Mostra ad Iseo: "Le antiche fornaci di Corte Franca e Clusane"



Da domenica 9 agosto alle 10 presso il Museo Civico di Iseo (Via Manica, 26), apre la mostra "Le antiche fornaci di Corte Franca e Clusane", curata da Tonino Mazza con la collaborazione del Gruppo Culturale Corte Franca e il patrocinio delle Amministrazioni coinvolte.
In esposizione documenti, fotografie, utensili e prodotti finiti delle scomparse fabbriche.
La mostra resterà aperta fino a ottobre dal giovedì alla domenica dalle 9.30 alle 12.30.

Ricordiamo che alcuni anni fa per la prima volta il materiale, pazientemente raccolto dall'associazione locale, è stato allestito per una mostra in paese.

Inoltre è disponibile online il libro "Fornaci a Corte Franca, tra storia e memoria", frutto di cinque anni d’impegnativo lavoro del Gruppo Culturale Corte Franca, il quale, mosso da immenso amore per la propria terra, perché non fosse cancellato del tutto un pezzo importante della storia del paese, ha raccolto testimonianze di un mondo che non c’è più, quello del lavoro manuale nelle fornaci, registrando con pazienza ciò che era rimasto solo nella memoria delle persone.

Nell’ottobre del 2011 i componenti dell’associazione si erano anche rivolti al sindaco di Iseo per proporre il recupero della fornace Gatti, situata a Clusane al confine con Corte Franca.







domenica 30 dicembre 2012

Singolare presepe in una casa di Corte Franca: NATIVITA' alla FORNACE




Questo è il presepe di quest'anno. Un dono molto importante del mio amico Emilio De Martino, napoletano d'origine ma ora residente a Roma; è esodato come me ed ha questa grande passione. Ho visto altri suoi presepi e devo dire che le sue "creature" sono vere e proprie opere d'arte, nonostante lui dica che sono solo una passione. Dietro di ognuna c'è lo studio per ambientare e raccontare qualcosa. In questo caso è NATIVITA' alla FORNACE. 

L'ispirazione è venuta dal libro FORNACI A CORTE FRANCA TRA STORIA E MEMORIA. Chi l’ha letto potrà cogliere che la natività è collocata nella bocca di carico-scarico del forno Hoffman; sull'éra (aia) è ricostruito in modo particolareggiato il banco dove l'argilla veniva manipolata e prendeva la forma voluta (mattone o coppo); c'è anche la carriola, senza la ruota anteriore per indicare un lavoro che non c'è più, rotta come la fornace dove l'attività è dismessa, un luogo dov'era la vita degli ultimi, quegli ultimi che saranno i primi... 

Gli altri figuranti li abbiamo messi noi (sono alcuni di quelli dell'anno scorso) e la mia nipotina li ha posizionati così per non lasciare soli Maria, Giuseppe e Gesù bambino.
Beppe Zani
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Quel tempo ci è apparso duro, con poche alternative, dominato da un lavoro, quando c’era, che consentiva di sfamare a mala pena la propria famiglia: nulla più. Un passato non certo glorioso, spesso teatro di un unico eroismo, quello del sopravvivere. Allora non c’erano pastiglie per dormire, footing per mantenersi in forma e dimagrire: erano tutti magri. Un lavoro, quello in fornace, ancora molto simile a quello del contadino, con la chiusura invernale e la riapertura agli inizi della primavera. Un lavoro dove un temporale improvviso poteva distrugger la fatica di un’intera giornata e dove se non ti andava bene così... ti indicavano l’uscita. Un lavoro dove i soldi li vedevi solo... passare dalle mani del padrone a quelle del bottegaio che ti riforniva a credito.

Sul territorio di Corte Franca, la presenza di fornaci
ha interessato Colombaro, Timoline, Borgonato
e le zone limitrofe strettamente confinanti
di Clusane e Adro-Torbiato. In queste zone,
con varia fortuna sono comparse e scomparse numerose fornaci intermittenti ma, tra la fine
dell’800 e in tutta la prima parte del 900, le fornaci
sono andate via via concentrandosi in Corte
Franca, nella frazione di Colombaro, in prossimità
del confine di Clusane. La formazione di
questo “polo produttivo” avviene con il progressivo
affermarsi del forno a fuoco continuo tipo
Hoffmann e con l’abbandono delle fornaci intermittenti.

«Erano chiamati Hoffmann
ed erano ellissoidali, c’era il fuoco
che avanzava piano piano, tiravano
su le valvole che aprivano il tiraggio
della ciminiera, il fuoco
avanzava e continuava a girare intorno.
Intanto toglievano la roba
cotta e la riempivano di secco da
dietro» (Eugenio Anessi)...

«A fare le ciminiere, che erano
alte, c’era un certo Canìgia di
Trenzano. Erano fatte con quadrelli
a cuneo, con la testa e la
coda rotonda. Ad ogni “corso”
c’era una misura di quadrelli:
man mano che andavano su erano
sempre più piccoli perché si
stringeva il diametro della ciminiera.
All’esterno ci mettevano
delle shànche (zanche) di ferro e
così si facevano la scala. Mio fratello
“Bono” tutti i giorni era là
sopra. La ciminiera serviva per
tirare avanti il fuoco, sotto nel
forno; poi sono venuti gli aspiratori
elettrici, ma la ciminiera più andava su e più riusciva ad aspirare
per tirare avanti il fuoco»
(Prospero Pezzotti).