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giovedì 7 febbraio 2013

La Lombardia sale sul podio: prima della classe nel consumo di suolo!


Ma che buon Governo del Territorio! Cemento a gogò in primis in Lombardia.

Secondo l’indagine dell’ISPRA (Istituto Superiore Protezione e Ricerca Ambientale)in Europa è divorato il 2,3% del territorio, ma il nostro paese è oltre la media, consumati 8 mq al secondo di suolo e si tratta di un processo che dal 1956 non conosce battute d’arresto.

In Italia ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una pari alla somma di quella di Milano e Firenze.

Già nel 1956 la graduatoria delle regioni più cementificate vedeva la nostra al secondo posto, superata di poco dalla Liguria, mentre nel 2010 la Lombardia, superando la soglia del 10%, si posiziona in vetta alla classifica.
Il lavoro dell'ISPRA analizza i valori relativi alla quota di superficie “consumata”, incluse aree edificate, coperture del suolo artificiali (cave, discariche e cantieri) e tutte le aree impermeabilizzate, non necessariamente urbane (infrastrutture). Escluse, invece, le aree urbane non coperte da cemento e non impermeabilizzate.

- Clicca qui per vedere le tabelle "Consumo di suolo in Italia"

- Clicca qui per leggere il comunicato stampa dell’Ispra 



mercoledì 6 febbraio 2013

SERVONO FIRME per l’ACQUA PUBBLICA in Europa


Invitiamo a firmare l’appello affinché in Europa non si privatizzi l’acqua.
Ricordiamo che è partita anche in Italia la raccolta delle firme online dell’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) per l’acqua pubblica.

L'iniziativa dei cittadini europei (ICE) è un nuovo strumento introdotto dal Trattato di Lisbona entrato in vigore ad aprile del 2012: esso consente ai cittadini e alle organizzazioni della società civile di proporre alla Commissione Europea un'iniziativa legislativa raccogliendo un milione di firme in almeno sette paesi dell'UE nell'arco di 12 mesi.

Per ogni paese è stabilita una soglia minima necessaria a rendere valide tutte le firme; per l'Italia tale soglia è fissata in 54.750.
A oggi, in confronto agli altri paesi, le firme italiane non sono molte.

È importante utilizzare questo strumento per rafforzare l'azione comune del Movimento Europeo per l'Acqua e per portare in Europa la voce dei 27 milioni di italiani che il 12 e 13 giugno hanno votato per la gestione pubblica del servizio idrico.

L’appello: esortiamo la Commissione europea a proporre una normativa che sancisca il diritto umano universale all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, come riconosciuto dalle Nazioni Unite, e promuova l'erogazione di servizi idrici e igienico-sanitari in quanto servizi pubblici fondamentali per tutti. La legislazione dell'Unione europea deve imporre ai governi di garantire e fornire a tutti i cittadini, in misura sufficiente, acqua potabile e servizi igienico-sanitari.

Come si firma. è possibile farlo anche online, basta andare su www.acquapubblica.eu, pochi minuti, ma occorre avere a portata di mano i dati di un documento di identità.


lunedì 4 febbraio 2013

Colombaro di Corte Franca, grave incendio alla Filatura Biesse



foto da: http://www.giornaledibrescia.it

http://www.giornaledibrescia.it/in-provincia/sebino-e-franciacorta/corte-franca-fiamme-alla-filatura-biesse-1.1535391   Incendio domenica sera alla filatura «Biesse» a Corte Franca. Sono stati alcuni residenti, attorno alle 20, a notare il fumo alzarsi sopra il tetto del capannone e ad avvisare subito i pompieri ed il proprietario che abita nelle vicinanze. Sul posto sono intervenute 8 squadre di vigili del fuoco da Palazzolo sull'Oglio, Chiari, Sale Marasino e Brescia, oltre alla Protezione civile di Corte Franca e ad un'ambulanza dei Volontari di Adro. 

Dopo un primo tentativo di arginare l'incendio dal cortile, i vigili attorno alle 22.30 si sono arrampicati sul tetto della fabbrica scaricando da sopra l'acqua. Molti i cittadini accorsi, attirati dall'intensa coltre di fumo grigiastro.

L'incendio è stato domato dopo parecchie ore, ma questa mattina i vigili del fuoco sono ancora sul posto per le operazioni di smassamento: serve cioè spostare tutti i filati e inzupparli di acqua perché non prendano nuovamente fuoco.

domenica 3 febbraio 2013

Acqua, Consiglio di Stato: bollette illegittime dal 2011


Consiglio di Stato: bollette illegittime dal 2011


Lo ripetiamo ancora una volta: abbiamo vinto, non si possono fare profitti sull'acqua. Questa volta a darci ragione è il parere del Consiglio di Stato sulla tariffa (http://www.acquabenecomune.org/CdS-parere-267-del-25-1-13.pdf) : le bollette che i gestori consegnano ai cittadini sono illegittimamente gonfiate e non rispettano la volontà referendaria espressa da 27 milioni di persone.

 L'Autorità per l'Energia Elettrice ed il Gas, incaricata di formulare la nuova tariffa all'indomani del Referendum, aveva infatti chiesto un parere al Consiglio di Stato circa la remunerazione del capitale investito, ovvero il profitto garantito del 7% presente nelle bollette. Il Consiglio di Stato ha risposto confermando quanto precedentemente affermato dalla Corte Costituzionale: dal 21 luglio 2011, data di proclamazione della vittoria referendaria, la remunerazione del capitale investito doveva cessare di essere calcolata in bolletta.

Quello che i cittadini hanno pagato è illegittimo e i soggetti gestori non hanno più alibi: devono ricalibrare le bollette. Il Forum Italiano dei movimenti per l'acqua lo dice da più di un anno e lo ha messo in pratica con la campagna di “obbedienza civile”, con cui decine di migliaia di persone in tutta Italia hanno ridotto le proprie bollette per contrastare la violazione democratica.

La sentenza rafforza la necessità di rispettare il referendum del 2011 e delegittima le scelte che hanno guidato l'AEEG nella formulazione della nuova tariffa, emessa un mese fa, in cui “la remunerazione del capitale investito” viene reintrodotta sotto mentite spoglie. Questo nuovo evento non fa che rafforzare le ragioni di chi vuole un servizio idrico ripubblicizzato e fuori dalle logiche di mercato.

La mobilitazione contro la “nuova” tariffa AEEG è già iniziata e andrà avanti fino a che non verrà ritirata nel rispetto della volontà degli italiani, nelle strade, nelle piazze e nei tribunali. Oggi con gioia ribadiamo: si scrive acqua, si legge democrazia.
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 Roma, 1 febbraio 2013  COMUNICATO STAMPA

Nonostante il pronunciamento del Consiglio di Stato l'Authority prova di nuovo ad aggirare i referendum: ora vogliamo le dimissioni!

L'Autorità per l'Energia Elettrica ed ilGas ha deliberato sul rimborso delle bollette consegnate agli utenti dai gestori del servizio idrico che non rispettavano referendum per l'acqua pubblica per il periodo di luglio-dicembre 2011: ancora una volta aggira e disattende il voto popolare. 
I parametri del rimborso, infatti, disattendono del tutto il parere del Consiglio di Stato e quello della Corte Costituzionale a suo tempo espresso. L'Autorità intende infatti seguire “i criteri già utilizzati per la definizione del c.d. Metodo Tariffario Transitorio che copre il biennio 2012-2013”, all'interno del quale, secondo l'Autorità “già si sono considerati gli effetti del referendum abrogativo”. Il metodo Tarriffario Transitorio è in realtà una truffa al voto referendario contro cui il Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua si è già mobilitato fin dalla fine del 2011 e di cui torna a chiedere l'immediato ritiro. Ma di fronte ad una così reiterata volontà di non riconoscere la volontà popolare, neppure di fronte al pronunciamento del Consiglio di Stato, non resta che chiedere anche le immediate dimissioni dell’Autorità.
Basta con in furti di democrazia. I referendum devono essere applicati e i cittadini devono essere rimborsati di tutto il 7% della remunerazione del capitale eliminato coi referendum di giugno 2011 e illegittimamente preteso dai gestori.