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mercoledì 20 luglio 2011

Rifiuti: la Lombardia non tiene il passo delle regioni del nord nella raccolta differenziata

Mentre le strade di Napoli soccombono sotto tonnellate di spazzatura e la Lega Nord continua a fare ostruzionismo contro il trasferimento dei rifiuti napoletani fuori dalla Campania, la Lombardia, oltre ad avere il primato del ciclo illecito dei rifiuti fra le regioni del Nord (v. post Qual è il primato della Lombardia?), perde il passo nella raccolta differenziata.

Qui il comunicato di Legambiente sui risultati del dossier nazionale Comuni Ricicloni 2011.
Purtroppo nella raccolta differenziata la Lombardia non tiene il passo delle regioni del nord, diminuiscono i comuni ricicloni e la nostra regione è costretta a cedere il podio in favore di Veneto, Trentino e Friuli, piazzandosi al 4° posto con solo il 21% di amministrazioni virtuose su 1452 comuni lombardi. Nel 2010 infatti il numero dei comuni che riescono a superare il 60% di raccolta differenziata, soglia minima decisa da Legambiente – in linea con le disposizioni di legge - per entrare nella classifica per la gestione dei rifiuti, è sceso a 331. E a dare il cattivo esempio di questo trend negativo che in Lombardia dura da qualche anno è il capoluogo di regione: la città di Milano è bloccata infatti al 35% di raccolta differenziata.


Per la Lombardia non arrivano buone notizie nemmeno dalle altre città: nessun capoluogo di provincia riesce a sfondare il tetto del 60% e quindi entrare in classifica. Per quanto riguarda i comuni sopra i 10 mila abitanti invece bisogna scorrere fino alla 20° posizione per trovare la prima lombarda: Suzzara in provincia di Mantova che raggiunge quota 82,8% di raccolta differenziata e ottiene un punteggio di 77,30 per la buona gestione dei rifiuti. La classifica non è clemente nemmeno per i comuni sotto i 10 mila abitanti: solo 67° il comune di Bonate Sopra in provincia di Bergamo.


“Il modello lombardo di gestione dei rifiuti ha superato la fase di maturità e mostra preoccupanti segni di invecchiamento, ora occorre un forte rilancio – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -. Occorre partire dalle città, seguendo gli esempi di Salerno e Novara, e puntare su impianti a tecnologia avanzata per il recupero di materiali dai rifiuti raccolti in modo separato. E' ora di finirla di parlare di nuovi inceneritori, quello che serve sono impianti di lavorazione dei rifiuti organici e di selezione delle frazioni secche, i risultati delle regioni vicine dicono chiaramente che l'incenerimento è una lavorazione destinata a diventare residuale, per la sua intrinseca inefficienza”.

Il dossier completo “Comuni Ricicloni 2011” è disponibile sul sito http://www.ecosportello.org/
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A Corte Franca, stando alle dichiarazioni degli amministratori, la raccolta differenziata si attesta intorno al 75%, un ottimo risultato.

domenica 10 luglio 2011

rifiuti:qual è il primato della Lombardia?

Dal Rapporto Ecomafia 2011 di Legambiente la Lombardia emerge come  la peggiore regione del Nord Italia per reati ambientali ed è  la prima nella particolare classifica relativa al ciclo illecito dei rifiuti...
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Fonte: Giornale di Brescia 07/07/2011

Ecomafie, raddoppiano i reati in Lombardia
Raddoppia il numero dei reati e con 1.619 infrazioni accertate la Lombardia diventa la peggiore regione del nord Italia per l'illegalità ambientale. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Ecomafia 2011 di Legambiente, edito da Edizioni Ambiente e presentato ieri a Milano.

Per il 2011 la Lombardia si consacra come prima tra le regione del nord anche nella classifica dei reati nel ciclo dei rifiuti. L'anno scorso era al 14esimo posto, in soli dodici mesi ha bruciato otto posizioni passando da 153 infrazioni accertate a ben 371, 401 denunce, 7 arresti e 144 sequestri. Un laboratorio di affari illeciti nel campo dei rifiuti, dunque, che non portano solo la firma dei clan. Spesso l'iniziativa criminale parte da insospettabili uomini d'affari e imprenditori. Esattamente quanto è emerso a Pavia nell'ambito dell'inchiesta «Dirty Energy», che ha visto coinvolta la Riso Scotti. Tra le province lombarde è quella di Milano a detenere il record di reati accertati nel ciclo del cemento, ben 84 nel 2010, segue Bergamo con 57 e Sondrio con 40. Nel rapporto Brescia non si distingue in maniere negativa. Vengono menzionate le indagini condotte nel 2010 come quella di giugno in cui i carabinieri del Noe denunciano due imprenditori nel settore della produzione di conglomerati cementizi. Sono ritenuti responsabili di gestione illecita di rifiuti speciali e realizzazione di discarica abusiva. Sempre nel giugno la Procura notifica un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell'amministratore di un'azienda di Edolo, accusato di aver smaltito illecitamente rifiuti contaminati da Pcb. Infine a dicembre 2010 i Carabinieri sequestrano un tratto di tangenziale. L'ipotesi è di riempimento del fondo con rifiuti tossici. Tre le persone indagate.

venerdì 8 luglio 2011

Franciacorta: in nove anni stranieri quasi quadruplicati

Fonte: Bresciaoggi 07/07/2011


Franciacorta: in nove anni stranieri quasi quadruplicati
I dati della ricerca sociodemografica di Gabriele Ringhini e Simone Mazzata, finanziata dalla Cogeme. Ma l'immigrazione si è rivelata fondamentale per riequilibrare il rapporto tra le generazioni trainando pure le famiglie italiane

In tre decenni la Franciacorta è cambiata, nel paesaggio come nella composizione demografica. L'arrivo degli immigrati ha rilanciato le nascite, ma occorre una loro integrazione, e servizi sociali adeguati ad una popolazione con più anziani.

Il dato emerge dalla settima ricerca sociodemografica di Gabriele Ringhini e Simone Mazzata, finanziata dalla Fondazione Cogeme sugli 80 Comuni bresciani e bergamaschi serviti dalla multiutility di Rovato. Il capitolo sulla Franciacorta analizza i cambiamenti degli ultimi trent'anni della popolazioni di Adro, Capriolo, Castegnato, Cazzago, Cellatica, Coccaglio, Cologne, Corte Franca, Erbusco, Gussago, Iseo, Monticelli Brusati, Ome, Ospitaletto, Paderno, Paratico, Passirano, Provaglio, Rodengo, Rovato, (inseriti nel progetto Franciacorta sostenibile), per offrire un contributo ad una programmazione funzionale.

Dal 1991 al 2010 la Franciacorta è cresciuta più della media nazionale, con 51.116 nuovi residenti, + 43,9 %, con tassi di crescita record: a Rodengo, + 4.116 residenti +90,08%, Castegnato, + 3424 residenti + 78,2%, Ospitaletto, + 56,8%, Cortefranca +53 %, Paratico, 51,7%. Dove l'immigrazione sembra frenata, come a Adro, la crescita è del 22,6%, solo Iseo con un +18,1 %, sta sotto il 20%.

Negli ultimi nove anni gli stranieri si sono quasi quadruplicati: oggi sono 47.414 (13%), nel 2001 erano 12.408 (4,1%) mentre nel 1991 erano 2.050 (0,7%).

IL MIX di immigrati stranieri e italiani (per lo più bresciani) ha consolidato l'economia ma l'insediamento ha inciso sul paesaggio e sui costi delle case, rallentando negli ultimi anni il trend. Con gli stranieri, 13.761, 8,7% nel 2006, 19.178, 11,4% del 2009, sono arrivati anche 3.281 italiani, un + 2,3%, che fa crescere la popolazione italiana ben oltre lo 0,7% nazionale.

Al primo posto tra i 19.178 stranieri nel 2009, gli europei, 43,1%, seguiti dagli africani, 34,6%, dagli asiatici 19,6%, e dal 2,7% di americani. Secondo la ricerca l'immigrazione si è rivelata fondamentale per riequilibrare il rapporto tra le generazioni. Nell'ultimo triennio i giovani sono cresciuti più degli anziani e nel gennaio 2010 invertendo la tendenza hanno superato gli over 64, il 16,2% dei residenti, raggiungendo il 19%. Senza di loro il panorama demografico franciacortino vedrebbe una netta prevalenza di anziani.

Nel 2009 l'aumento dei bambini tra 0 e 2 anni di immigrati, sono 1397, ha fatto da traino alle famiglie italiane che con 4626 bimbi hanno segnato il record degli ultimi 30 anni.

Crisi, costo della vita, lavori precari pesano: solo il 51%, delle famiglie ha figli. Ipotizzando per il 2013 quasi 177 mila residenti, l'85,9 % italiani, la ricerca conclude sottolineando sia l'importanza della scuola per integrare i giovanissimi immigrati.
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qui si possono trovare i dati relativi ai singoli comuni: http://fondazione.cogeme.net/bin/index.php?id=1494

il picco della salute

La vita continua ad allungarsi ma la vita in salute si accorcia drasticamente... Sulla base di dati di fonte UE, scopriamo che, a un certo punto, mentre in Italia continuava ad aumentare la speranza di vita, è cominciata a diminuire la speranza di vita in salute. Questa inversione o "picco" si colloca nel 2003.
Ecco alcuni stralci di un articolo che ci è stato segnalato e che pensiamo meriti molta attenzione. E' stato scritto da Patrizia Gentilini, Medico Oncologo ed Ematologo, facente parte anche dell'Associazione Medici per l'Ambiente (ISDE Italia).



(Qui la versione integrale: http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/picco_salute.html)

Salute: siamo di fronte ad un crollo delle aspettative?
Una delle più frequenti obiezioni che viene mossa a noi medici “allarmisti” è che, in barba ai rischi ambientali, la speranza di vita – almeno nei paesi occidentali – non solo è cresciuta, ma sta ulteriormente aumentando. Sembrerebbe quindi che i veleni ( metalli pesanti , agenti cancerogeni, diossine, particolato ultrafine, pesticidi, radiazioni…) per i quali tanto ci agitiamo, non fossero poi così pericolosi nè in grado di danneggiarci più di tanto.
Forse, ancora una volta, siamo invece proprio noi ad avere ragione: andate sul sito della Commissione Europea per la Salute  e scegliete, come indicatore, l’aspettativa di vita alla nascita (Life expectancy at birth) e l’aspettativa di salute alla nascita (Health life years at birth), cliccate in corrispondenza di “Italia” e questi sono i grafici che visualizzerete:



E’ chiaro per tutti che nel nostro paese, a partire dal 2003 vi è un crollo dell’aspettativa di vita in salute, crollo che è ancora più repentino nelle donne che non nei maschi: la vita continua ad allungarsi ma la vita in salute si accorcia drasticamente come, tra l’altro, non aveva mai fatto prima. Cosa sta succedendo? E’ evidente che la nostra salute sta rapidamente deteriorandosi per l’aumentare di patologie cronico-degenerative fra cui, in primo luogo il cancro, che purtroppo colpisce non solo gli anziani, ma sempre più spesso giovani e bambini...

... E’ questo crollo della speranza di vita in salute che il Prof Ugo Bardi, ha definito,analogamente al picco del petrolio, il “picco della salute”. ....
....E’ davvero sensato puntare tutta l’attenzione sulla ricerca di nuovi farmaci, senza di fatto mai puntare l’attenzione sulle cause di queste malattie, evitando fra l’altro di fornire ai cittadini informazioni scientificamente corrette, chiare, complete e dettagliate sui tanti agenti cancerogeni presenti nel nostro habitat? E’ ora di passare dalle parole alle azioni: guardiamoci intorno, chiediamoci che ruolo hanno pesticidi, diossine, nichel, cadmio, cromo, piombo, mercurio, benzene, PCB, IPA … e gli altri numerosissimi veleni presenti ormai stabilmente non solo in aria, acqua, cibo, ma nel nostro stesso corpo....
http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/picco_salute.html 
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http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_SDDS/EN/demo_mor_esms.htm
http://ec.europa.eu/health/indicators/echi/list/echi_40.html#main?KeepThis=true&TB_iframe=true&height=450&width=920
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Fonte: Bresciaoggi, Mercoledì 06 Luglio 2011 PROVINCIA, pagina 24


CASTEGNATO E OSPITALETTO. Guerra di cifre

«Leucemie record»

I sindaci chiedono chiarezza sul report

Legambiente lancia l'allarme Ma all'Asl non risultano anomalie

I sindaci di Castegnato e Ospitaletto sono in allarme dopo aver letto le osservazioni inviate da Legambiente Franciacorta in Regione per chiedere la bocciatura della futura discarica Bosco Stella.

A preoccupare sono i dati riguardanti una presunta anomala presenza di leucemie e neoplasie, che Legambiente mette nero su bianco nel suo report alla Regione.

Secondo i primi cittadini Giuseppe Orizio e Giovanni Battista Sarnico «quei dati se non adeguatamente indagati rischiano di creare apprensione tra la cittadinanza».

Per questo hanno chiesto spiegazioni ai vertici delle istituzioni sanitarie, Asl e Arpa.

Orizio ricorda che la questione leucemie e tumori era stata oggetto di approfondimenti negli anni scorsi, citando in particolare la relazione del dipartimento prevenzione sanitaria Asl dell'aprile 2007: «Si ritiene che attualmente non vi siano elementi tali da ritenere che la popolazione di Ospitaletto sia a rischio di esposizione a fattori favorenti leucemie e linfomi in misura diversa dalla restante popolazione Asl della provincia di Brescia».

Insomma, i sindaci dei due paesi si chiedono come questo passaggio possa conciliarsi con quanto scritto da Legambiente, ovvero il contrario della relazione Asl: «Le condizioni sanitarie di Ospitaletto e Castegnato negli anni hanno segnato presenze anomale di leucemie, e la stessa presenza di neoplasie è maggiore che in altre zone, forse anche perché la qualità dell'aria è pessima e gli inquinanti entrano nella filiera alimentare».

Ma c'è o non c'è un numero sospetto di gravi malattie?

Legambiente indica un probabile nesso tra fonti inquinanti sul territorio (21 discariche con rifiuti pericolosi, falde inquinate, aziende dalle emissioni inquinanti, milioni di veicoli sull'A4). Quel che è vero è che non esiste in provincia di Brescia, al contrario di Mantova per esempio, una indagine epidemiologica sulla casistica di neoplasie vicino a fonti massicce di inquinamento.
Indagine che Legambiente indica ora come un necessario punto di partenza.P.GOR.


"La Notte della Rete"

Dopo la mobilitazione della Notte della Rete (5 luglio),  il 6 luglio l'Agcom ha approvato la delibera 668/2010 in materia di Internet e diritto d'autore .
Pare che il testo  sia stato in parte revisionato e smussato rispetto a quanto previsto inizialmente.
Esso verrà sottoposto a un iter di consultazione entro i 60 giorni successivi alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

- Delibera Agcom: tanto rumore per nulla?
(Fonte: http://blog.panorama.it/hitechescienza/2011/07/07/delibera-agcom-tanto-rumore-per-nulla/)

La famosa delibera dell’Agcom ha finalmente un volto, o meglio un testo. Ieri infatti l’Autorità garante delle comunicazioni ha approvato lo Schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, una sorta di canovaccio che prelude al rilascio del provvedimento finale, previsto per il mese di ottobre.


La buona notizia per tutti coloro che credevano che la delibera potesse diventare uno strumento censorio nella mani dell’Agcom è che il testo esclude dalla procedura contro la pirateria, “i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro”. O anche i contenuti per i quali vale “l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; l’uso didattico e scientifico; la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa”....

  - vedi anche: Agcom e il bavaglino: http://www.lettera43.it/tecnologia/web/20406/ma-testo-piu-morbido-e-ulteriori-60-giorni-di-consultazioni_breve.htm

martedì 5 luglio 2011

appelli per la libertà

1) "La Notte della Rete": domani una delibera del Garante delle comunicazioni (Agcom) potrebbe consentire all’Autorità di cancellare e oscurare siti internet solo sospettati di violare il diritto d’autore senza alcun processo. Il rischio è che la legittima tutela del copyright si tramuti in censura arbitraria.

Vuoi sostenere l'iniziativa "La Notte della Rete", contro il provvedimento Agcom sul diritto d'autore?
Per saperne di più e firmare la petizione: http://sitononraggiungibile.e-policy.it/

2) Mai più alle urne con questa legge: se vuoi sostenere l’appello lanciato da Libertà e Giustizia per il superamento dell’attuale legge elettorale, che non consente al cittadino di esprimere preferenze e che concentra il potere nelle mani di pochi capi di partito,  firma la petizione: http://www.libertaegiustizia.it/2010/06/21/mai-piu-alle-urne-con-questa-legge/

3) "Nessuno tocchi Report": Report è la principale trasmissione d'inchiesta della televisione italiana, quella con il miglior rapporto costo-ascolti e il più alto indice Qualitel.

Report è una trasmissione di servizio pubblico che ogni anno, solo di pubblicità, porta nelle casse della Rai quasi 5 milioni di euro a fronte di un costo di poco più di 2 milioni.
Report è il programma di approfondimento giornalistico che ha raccolto più riconoscimenti in Italia e all'estero.
Report è uno dei simboli del servizio pubblico.
La Rai ha confermato Report nel palinsesto autunnale, eppure il futuro della trasmissione è concretamente a rischio. Perché apprendiamo che la Direzione Generale dell'azienda intende sospendere la copertura legale al programma. È chiaro che per Report libertà d'informazione significa potersi difendere dalle querele per diffamazione e dalle cause per risarcimento danni, che possono avere anche un carattere intimidatorio. Report, in questi anni, ha affrontato decine di cause e non ne ha mai persa una.
Senza copertura legale Report muore.
Senza Report la televisione pubblica smette di raccontare i problemi del Paese.
Se vuoi saperne di più e firmare la petizione : http://www.articolo21.org/91/appello/nessuno-tocchi-report.html

giovedì 23 giugno 2011

A Corte Franca il difensore civico non c’è più da oltre un anno. Che fare?

Il taglio delle poltrone
Per contenere la spesa pubblica la Finanziaria per il 2010 e un successivo decreto legge hanno imposto ai Comuni, tra l’altro, la soppressione del servizio del difensore civico, che è contemplato, nel nostro paese come in tanti altri, dallo Statuto comunale.

Quindi, mentre i troni dei parlamentari sono ancora ben saldi e rimangono scandalose le spese dei partiti e degli eletti dal popolo sovrano, a partire dal 2011, la sforbiciatina ai costi della politica locale fa sparire anche “la poltrona” della difesa civica comunale, che rappresenta il diritto del singolo ad essere tutelato nel rapporto con la Pubblica Amministrazione.

Sul sito web del Comune si trovano ancora le indicazioni per gli orari di ricevimento, ma risulta che a Corte Franca il difensore civico non sia più disponibile già dallo scorso anno.
Ma quanti lo sanno?

C’è una alternativa a tutela del cittadino?
È previsto che i Comuni possano convenzionarsi con la Provincia (ma le Province non dovevano essere abolite?) in modo che le funzioni dei difensori civici comunali possano essere svolte da quelli provinciali, che si chiameranno difensori civici territoriali.

Il fatto è che non tutte le Province hanno istituito il difensore civico e la Provincia di Brescia è fra queste.

Dunque a chi ci si può rivolgere per segnalare eventuali disfunzioni, abusi, carenze o ritardi e tutelare le proprie ragioni nei confronti dell’Amministrazione comunale?

Entra in gioco il difensore civico regionale
Rivolgendosi all’Ufficio Relazioni col Pubblico della Provincia di Brescia (URP, urp@provincia.brescia.it, tel: 030 3748607 ) si viene indirizzati a contattare un apposito Ufficio per la difesa civica (con sede a Brescia in Palazzo Broletto, tel. 030 3749307, dal lunedì al venerdì, ore 8-14,30), dove un responsabile ha il compito di raccogliere/vagliare le richieste dei cittadini e, se pertinenti, di trasmetterle alla difesa civica regionale lombarda. Da questo momento in poi il cittadino entra direttamente in contatto con l’Ufficio del difensore civico regionale.

Si accentua la distanza tra cittadino e territorio
Tutto l’iter è senz’altro facilitato oggi dalla trasmissione delle pratiche via mail, ma chi non ha confidenza con la navigazione internet dovrà trafficare con telefono e posta.
La cosa certa è che si pone un altro ostacolo alla partecipazione civica, si snatura un servizio che dovrebbe invece essere radicato nella realtà locale, si accentuano le distanze tra cittadino e amministratori, venendo a mancare un contatto diretto personale e quindi un prezioso aiuto per orientarsi nell’intrico della Pubblica Amministrazione.

Meglio sorvolare poi sul fatto che anche alcune Regioni sono prive di questa figura e che in Italia manca il Difensore Civico Nazionale, alla cui assenza avevano finora supplito anche i difensori civici comunali.

Su 27 paesi che compongono l’Europa, 26 hanno il proprio difensore civico nazionale: in Italia da anni e anni una intera classe politica si disinteressa di tale nomina e ora ha pensato “bene” di calare la mannaia dall’alto anche a livello locale, nonostante per molti Comuni la spesa sia molto contenuta, in quanto spesso (come nel caso di Corte Franca) il servizio della difesa civica è stato ridotto nell’orario ed è condiviso con altre Amministrazioni limitrofe .

domenica 19 giugno 2011

avviso: consiglio comunale giovedì 23 giugno





Amministrazione di Corte Franca: Fogazzi fa ricorso al Tar

Fonte: Bresciaoggi, Domenica 19 Giugno 2011

CORTE FRANCA
Sconfitto per un voto Fogazzi fa ricorso al Tar

A corte franca la lista civica «Fogazzi sindaco», sconfitta per un solo voto nelle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio, ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo di Brescia.

Nelle urne ha prevalso Giuseppe Foresti, che a capo della civica «Prima di tutto corte franca» con 1311 voti contro i 1310 di Fogazzi. Il ricorso era quindi nell'aria. Quello che fa notizia, caso mai, non è tanto il ricorso in sé, ma l'attesa così lunga nel decidere se presentarlo oppure no. Fatto sta che, dopo circa un mese di valutazioni, il dado Giuseppe Fogazzi ha deciso di presentarlo. «Era un atto dovuto verso i tantissimi cittadini che ci hanno votato - spiega l'ex sindaco - . Una sola scheda di scarto, dopo una serie di approfondite e meditate valutazioni, ci ha fatto ritenere giusto chiedere al Tar una verifica. Tuttavia, ne siamo consapevoli, i tempi del responso saranno sicuramente lunghi per cui intanto dai banchi dell'opposizione, noi continueremo a lavorare per il bene di corte franca».

Da parte sua il nuovo sindaco Giuseppe Foresti appare sereno sulla decisione presa dall'avversario politico. «Il ricorso è nelle facoltà di chi perde, per cui il fatto che Fogazzi ed i suoi abbiano ritenuto di rivolgersi al Tar non ci turba. Continuiamo con molta serenità e professionalità ad amministrare il comune così come gli elettori, fino a prova contraria, ci hanno chiamato a fare».F.SCO.
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Fonte: Giornale di Brescia 17.06.11


Corte Franca «Ricorso al Tar, ma non è guerra»
Il dopo voto di Corte Franca passa dal Tar

CORTE FRANCA Una sconfitta che, obiettivamente, non può non bruciare. Perdere la poltrona di sindaco per un solo voto è cosa davvero rara, che al primo cittadino uscente Giuseppe Fogazzi è toccata in sorte.

Una situazione talmente «sul filo» che spingerebbe probabilmente chiunque a richiedere una verifica ufficiale, del conteggio complessivo o dell'interpretazione delle schede dubbie, annullate o ritenute valide. E mercoledì 15 giugno infatti, nonostante non ci sia «nessuna intenzione di far guerre», la curiosità o la voglia di non lasciare nulla di intentato ha avuto la meglio anche sulle remore di Fogazzi, che nell'ultimo giorno utile stabilito dalla legge ha avanzato ricorso al Tribunale amministrativo (Tar), affinché l'esito della recente tornata elettorale venga passato alla lente d'ingrandimento.

«Perché abbiamo deciso di farlo? - spiega l'attuale ex sindaco-. Perché la questione non riguarda solo il sottoscritto e i candidati della nostra lista, ma anche le molte centinaia di elettori che ci avevano confermato la loro fiducia. Prima di prendere informazioni dettagliate credevamo che il ricorso avrebbe portato a un semplice riconteggio delle schede, o alla revisione delle 70 schede annullate, e ci pareva quasi inutile. Poi i nostri avvocati ci hanno spiegato che la valutazione riguarderà tutti i singoli episodi che fanno pensare a un'errata interpretazione delle norme (nell'attribuzione dei voti) da parte dei presidenti dei seggi, e questo ci ha convinto, perché in effetti potrebbe essere capitato».

Per nulla conflittuale nemmeno la posizione del primo cittadino in carica Giuseppe Foresti. «Il ricorso al Tar è un diritto di Fogazzi e questa scelta non ci offende di certo. Posso solo dire che il nostro gruppo è sereno e attende il responso della giustizia amministrativa senza patemi d'animo».
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Fonte: Giornale di Brescia 16.06.11


CORTE FRANCA

Elezioni perse per un voto: Fogazzi ricorre al Tar

CORTE FRANCA Ieri, nell'ultimo giorno utile stabilito dalla legge, Giuseppe Fogazzi, candidato sindaco di Corte Franca battuto di un solo voto dal neosindaco Giuseppe Foresti (1311 voti per Foresti, 1310 per Fogazzi), ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo perché annulli la proclamazione degli eletti alla carica di sindaco e di consiglieri comunali, in esito alle consultazioni amministrative degli scorsi 15/16 maggio. Il ricorso, se giudicato formalmente «procedibile», comporterà il controllo delle schede elettorali e la nuova conta delle preferenze. Una verifica che era subito apparsa inevitabile dato il distacco risicatissimo tra i due antagonisti. Ricordiamo che a Corte Franca erano in lizza cinque candidati sindaco.

Corte Franca: la "nuova" Giunta

Bresciaoggi, Venerdì 10 Giugno 2011 PROVINCIA, pagina 25


CORTE FRANCA. Il caso di Piera Pizzocaro
L'assessore divide: bocciata dalle urne promossa in Giunta
Fausto Scolari
Le minoranze all'attacco «Uno schiaffo agli elettori» Dura replica del sindaco: «È una risorsa per il paese»

Varo con polemica per l'esecutivo di Corte Franca. La Giunta allargata non piace infatti alle minoranze. Nel mirino della Lega Nord e della lista «Fogazzi sindaco» è finita la scelta del primo cittadino Giuseppe Foresti di nominare un assessore esterno affidando le deleghe a Urbanistica, Lavori pubblici e all'Ecologia a Piera Pizzocaro che pur candidata nelle fila della maggioranza non è stata eletta. «Il sindaco impone al paese una scelta che i cittadini hanno bocciato con il voto - osservano in una nota congiunta le due forze di opposizione -. Affidarle comunque un assessorato è uno schiaffo alla democrazia partecipata e un metodo degno della logica di lottizzazione della vecchia politica».

Ironia della sorte, Piera Pizzocaro si occupa di Urbanistica anche nella Giunta guidata da Fogazzi, poi la scissione pre elettorale nel governo uscente ha rimescolato le carte.

«E' solo una questione di qualità e competenza degli assessori - afferma il sindaco Giuseppe Foresti respingendo le accuse -. Piera Pizzocaro ha grande esperienza nel settore urbanistica per questo va considerata una risorsa di cui l'esecutivo non può fare a meno». Il neoassessore dribbla le polemiche. «Sono orgogliosa di essere stata riconfermata nell'incarico da un sindaco diverso, questo significa che il mio operato è stato apprezzato a prescindere dagli schieramenti politici - osserva Piera Pizzocaro -. Mi spiace per le minoranze che la pensano diversamente. Dico solo che lavoro per il bene del mio paese. In campagna elettorale ho cercato di portare consensi alla lista più che alla mia persona. Il fatto di aver preso poche preferenze quindi non l'ho vissuta come una sconfitta. L'importante era la vittoria della squadra e ripeto, il bene della comunità».

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Fonte Bresciaoggi, Mercoledì 08 Giugno 2011


CORTE FRANCA. Eletto per una sola preferenza di scarto il primo cittadino ha presentato l'esecutivo in Consiglio comunale
Dopo voto-thriller, Foresti vara la squadra
Fausto Scolari
L'ex parlamentare Gei torna nell'esecutivo con la delega al Bilancio Luciano è il vicesindaco
Sala consiliare gremita per il debutto del nuovo Consiglio comunale

Dopo la più incredibile sfida elettorale che si ricordi, con la rimonta, il sorpasso e la vittoria per un solo voto, a corte franca si è insediata in Comune l'amministrazione Foresti.

Il pubblico delle grandi occasioni ha assistito al debutto del nuono Consiglio comunale, che per prima cosa ha provveduto alla convalida dei consiglieri eletti.

Per la maggioranza (Prima di tutto corte franca ): Marino Barbi, Anna Becchetti, Francesca Brescianini, Giovanni Gei, Alberto Luciano, Giulia Marini, Lorenzo Olivero e Raffaello Ongaro. Per le minoranze: Giuseppe Fogazzi (candidato sindaco lista civica Fogazzi sindaco) e Giovanni Sorteni; quindi Ernesto Campana (candidato sindaco della Lega) e Luigino Danesi. Dopo il giuramento, il neo-sindaco Giuseppe Foresti ha comunicato i componenti della giunta. Ad affiancare il primo cittadino Giuseppe Foresti, che si è tenuto per sè le deleghe alla a protezione civile, sicurezza e attività produttive, ci sarà come vicesindaco Alberto Luciano che sarà anche assessore ai servizi sociali.

Gli altri componenti della giunta saranno: assessore al bilancio, personale, commercio e turismo Gianni Gei; Anna Becchetti sarà assessore alla pubblica istruzione e al tempo libero; Piera Pizzocaro, assessore esterno, seguirà l'urbanistica, i lavori pubblici e l'ecologia. Il sindaco Giuseppe Foresti ha anche deciso di assegnare deleghe a due consiglieri comunali: Francesca Brescianini seguirà lo sport, Lorenzo Olivero comunicazione e politiche giovanili.

Dai banchi della minoranza il sindaco uscente Giuseppe Fogazzi, che ha perso per un solo voto (1311 contro 1310) ha fatto gli auguri a Foresti, ma nel contempo gli ha chiesto conto di un volantino ritenuto offensivo: la cosa potrebbe avere ulteriori strascichi. Nessun accenno invece al possibile ricorso sull riconteggio delle 74 schede nulle, che potrebbe riservare sorprese. Da parte sua, la Lega Nord, che siede anch'essa in minoranza, tramite il capogruppo Ernesto Campana nell'augurare buon lavoro al nuovo sindaco lo ha sollecitato a rivedere alcun i passi del Pgt, laddove viene prevista la soppressione di zone verdi.

Infine, le minoranze hanno obiettato in merito alla nomina ad assessore esterno di Piera Pizzocaro. «I cittadini non l'hanno eletta fra i consiglieri per cui non era il caso - secondo Fogazzi e Campana - di assegnarle un assessorato».