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sabato 9 giugno 2012

Corte Franca, centrale a biomasse liquide: progetto archiviato!

Abbiamo appreso che il progetto per la realizzazione dell'impianto a biomasse liquide (v. post precedente qui), previsto a Corte Franca, è stato archiviato. 
Dopo il primo passo che prevede il rilascio del nullaosta da parte ministeriale, si interrompe quindi l'iter burocratico? Sappiamo che della centrale termica si è brevemente parlato in maggio anche in una riunione della consulta in materia di urbanistica, ma di recente la società che aveva in programma l'installazione dell'impianto ha chiesto, all'Ufficio Tecnico comunale, l'archiviazione del progetto.
La notizia è stata data dalla lista civica "Terra!", che si è interessata dell'impianto.

martedì 17 aprile 2012

Corte Franca: centrale a biomasse liquide


A Corte Franca prevista una centrale per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

Del progetto si conoscono per ora solo i dati presenti nella scheda pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico (v.qui), cui è stata fatta richiesta il 15 marzo scorso, primo passo dell’iter burocratico che prevede, per il rilascio del nullaosta da parte governativa, che non vi sia interferenza con aree interessate da ricerche minerarie.

Commissionato dalla Cooperativa Sociale IS.PA.RO e da ubicarsi presso il complesso Cascina Clarabella, l’impianto termoelettrico da 420 kW sfrutta il potere combustibile di olio vegetale grezzo.

Al momento non è dato di sapere di più: sarà una “rinnovabile” davvero sostenibile?

L’argomento è di particolare attualità, poiché centrali a biomasse liquide e solide, di varia taglia, si stanno diffondendo in tutto il territorio italiano, compreso quello bresciano, suscitando presso le popolazioni, a torto o a ragione, varie reazioni. In genere la preoccupazione più forte riguarda l’impatto sulla salute, perché si teme l’aggravamento di situazioni ambientali già compromesse, e molte contestazioni puntano il dito sulle amministrazioni che fanno trovare i cittadini di fronte al fatto compiuto, come pure sui generosi incentivi governativi* che possono aprire la via alla mera speculazione.

Il tema è talmente sentito che sono nati ovunque comitati di protesta, con la formazione di coordinamenti provinciali e regionali.
Per stare nei paraggi, nel pomeriggio di sabato 21 aprile è prevista a Rodengo Saiano una manifestazione interprovinciale contro le centrali a biomasse e gli inceneritori (v. qui).

* I contributi riguardano solo la produzione di elettricità, non il calore residuale che, in parecchi casi, è disperso nell’ambiente.



giovedì 16 febbraio 2012

Rodengo Saiano: perchè no alla centrale a biomasse


Inquinamento atmosferico sulla pianura padana. 
Foto da satellite. Fonte: NASA

Impianti di combustione a biomasse...
una pioggia di autorizzazioni anche nel bresciano...oggi a te domani a me...

 Qui il video della prima parte della serata, tenutasi il 15 febbraio a Rodengo Saiano, presso il Centro San Salvatore: intervento di Marino Ruzzenenti, che spiega le caratteristiche delle centrali a biomasse e i motivi fondati per cui questi impianti non sono proponibili in ogni dove:

- l'Italia (e la Lombardia) non ha bisogno di energia elettrica aggiuntiva: c'è già un notevole surplus

- la pianura padana è già altamente inquinata: supero di 3/4 volte dei limiti delle PM10 fissati per la tutela   della salute (così anche a Rodengo e non solo...), da qui la necessità di ridurre drasticamente la produzione di energia elettrica tramite combustione (accompagnata  dal risparmio energetico) e di introdurre impianti non inquinanti

- anche le centrali con combustione di biomasse contribuiscono a un aumento delle polveri sottili

- il progetto della centrale di Rodengo: l'impianto disperde ben l'84% dell’energia prodotta; problematico il rifornimento di biomassa legnosa a filiera corta col rischio di doversi rifornire lontano (e magari un giorno bruciare rifiuti); assurdità di coltivazioni dedicate alla combustione, quando già il consumo di suolo fertile, soprattutto nella nostra pianura, si sta riducendo a vista d'occhio; terreni sempre più sterili; sfalci e umido necessari per compost naturale 

- le procedure per l'installazione di queste piccole centrali (1MW) sono state talmente semplificate che si stanno moltiplicando ovunque anche in pianura, "grazie" agli allettanti  incentivi pubblici: grosso vantaggio economico per le società che investono in questo settore... e per la collettività dov'è il beneficio?

- il ruolo di Cogeme, una azienda legata strettamente al territorio e che si occupa di sostenibilità ambientale: auspicabile un ripensamento sulla centrale di Rodengo

per approfondire: STEFANO MONTANARI - centrali a biomassa
                               Federico Valerio, bruciare biomasse per produrre elettricità

martedì 14 febbraio 2012

Consumo di suolo, biomasse, comitati...fame di partecipazione!


Ecco gli appuntamenti della settimana che ci sono stati segnalati in tema ambientale:

- mercoledì 15 febbraio, ore 20.45, presso l'auditorium San Salvatore di Rodengo Saiano,  la seconda assemblea pubblica sulla questione della progettata centrale a biomasse in località Paradello. L'incontro è organizzato dal “comitato spontaneo No centrale biomassa a Rodengo Saiano”. Tecnici ed esperti a confronto.
La serata sarà trasmessa anche in diretta streaming. 

-  giovedì 16 febbraio, ore 17, nell'auditorium del museo di Scienze naturali di via Ozanam a Brescia, prende l’avvio l'iniziativa della Fondazione Calzari Trebeschi (in stretta collaborazione con la Fondazione Cogeme): un ciclo di tre incontri sulla tutela fisica, urbanistica e paesaggistica del territorio italiano, nazionale e locale, come momento essenziale di sviluppo economico e di identità culturale. Qui la locandina

- venerdì 17 febbraio, ore 21 a Chiari, presso la sala della Fondazione Repossi, Via Varisco 9, si terrà l'incontro "Salviamo il paesaggio difendiamo i territori": 
interverrà Damiano Di Simine di Legambiente. 
La serata vuole essere l'occasione per lanciare la realizzazione di un forum locale della campagna nazionale.