Mentre la CISL, in tempo di vendemmia, si sta interessando dello sfruttamento della manovalanza (caporalato) e ad Erbusco si discute ancora sulla nuova sede del Consorzio tutela del Franciacorta, il circolo di Legambiente “Ilaria Alpi” è in attesa di risposte sulla questione dell’uso fitofarmaci.
....................................................................
Fonte: Giornale di Brescia 18/08/2011 –
Franciacorta, Consorzio e Cisl contro il caporalato
Non solo in Calabria o in Puglia è presente il degradante fenomeno del caporalato. Anche al Nord ha fatto la sua comparsa, «e rischia di trovare spazi impensati e inaspettati proprio in casa nostra, in Franciacorta». La denuncia è contenuta in una lettera firmata da Daniele Cavalleri, segretario provinciale della Fai Cisl, il sindacato del settore agroindustriale. Secondo il sindacalista, «applicando il contratto provinciale di lavoro dell'agricoltura, un lavoratore costa all'azienda non meno di dieci euro all'ora: lavorando 8 ore al giorno, il costo giornaliero di un lavoratore è dunque di 80 euro. Ma le coop dell'Est europeo che si offrono in queste settimane alle aziende della Franciacorta - continua Cavalleri - per piazzare i loro lavoratori si accontenterebbero invece di 75 euro e ben 40 dovrebbero essere destinati alle spese di viaggio, al vitto e all'alloggio».
Nella missiva, scritta nelle scorse settimane, Cavalleri chiedeva spiegazioni e rassicurazioni allo stesso Consorzio Franciacorta: «Se qualcuno mi spiega e mi dimostra che è tutto in regola, tutele e dignità della persona come prima cosa, io farò volentieri ammenda».
E proprio ieri, il presidente del Consorzio Franciacorta, Maurizio Zanella, ha scritto al segretario della Fai Cisl. «Trovo estremamente positivo - ha spiegato Zanella - che si effettui un attento monitoraggio delle diverse situazioni lavorative in Franciacorta, area vinicola che fortunatamente negli ultimi anni ha dovuto ricorrere a un sempre maggior numero di addetti grazie al successo ottenuto sui mercati».
Il Consorzio ha espresso però disappunto per quella che definisce una «scelta di comunicazione che getta un'ombra assai spiacevole su tutta la Franciacorta e non solo sulle aziende che avrebbero fatto ricorso a fornitori di manodopera che si pongono al di fuori delle regole». Il presidente Zanella ha scritto alla Cisl che il Consorzio è disponibile al dialogo e alla collaborazione, «a condizione che il nostro operato avvenga con tempestività, andando al cuore del problema nella sua sostanza (eventuale denuncia alle autorità competenti) e non per cercare una quanto mai inopportuna visibilità sui media che squalificherebbe ingiustamente un intero territorio».
Immediata la risposta della Cisl, «disponibile da subito ad un incontro per approfondire insieme al Consorzio una problematica che è stata sollevata con l'unico scopo di impedire che in un territorio così importante per l'economia bresciana possa prendere piede un fenomeno preoccupante come quello dello sfruttamento organizzato della manodopera».
-----------------
leggi anche Franciacorta, l'ombra del caporalato sulla vendemmia
---------------
Fonte: Giornale di Brescia 18 agosto 2011
Erbusco Polemica in Consiglio sulla nuova casa delle bollicine
....«Abbiamo avuto un incontro con i vertici del Consorzio - ha detto il sindaco Isabella Nodari - in cui si è già individuata, ad Erbusco, una possibile alternativa all'attuale sede di via Verdi, non più in grado di rispondere alle esigenze dell'ente». L'opzione è quella dell'ex palazzo Toscani-Chizzola, vicino all'attuale Consorzio. «Il Comune - ha proseguito l'assessore ai Lavori pubblici, Felice Buelli - ha accolto nel Pgt alcune osservazioni del proprietario, in modo da rendere lo stabile capace di ospitare uffici e altro. Ora i tecnici dell'ente stanno valutando la possibilità di realizzare cantine e depositi: spazi in cui troverebbero ospitalità anche i magazzini comunali, nell'ottica di una collaborazione fra pubblico e privato. Siamo in attesa della bozza del progetto: la condivideremo con minoranze e cittadinanza». In aula erano presenti, fra il pubblico, anche Daniele Cavalleri, segretario provinciale della Fai-Cisl, che recentemente ha denunciato il rischio del caporalato nei filari di Franciacorta, e Mario Corioni, di Legambiente Erbusco. In un volantino distribuito in paese gli ambientalisti si chiedono: «Quale contratto d'affitto è stato stipulato dal Consorzio in questi anni? Chi ha pagato le spese di luce, gas ed acqua? Aldilà della sede, c'è altro di cui occuparci: i Comuni incontreranno il Consorzio per parlare di fitofarmaci. Aspettiamo risposte».
----------------------------------
A titolo di cronaca: 15 Comuni della DOCG del Prosecco Conegliano-Valdobbiadene (provincia di Treviso), dopo un anno di lavoro, si sono accordati su un Regolamento intercomunale di Polizia rurale con norme comuni e vincolanti sull’uso dei fitofarmaci in agricoltura, per una coltivazione ecosostenibile del Prosecco a garanzia della qualità del prodotto vinicolo, a tutela della salute umana e animale e a salvaguardia dell’ambiente.
Il protocollo d'intesa, anche se da alcuni è stato ritenuto penalizzante per gli agricoltori, mentre altri non lo considerano ancora adeguato a tutelare la salute e l’ambiente, è in via di approvazione da parte dei singoli consigli comunali.
In attesa che anche nella "terra delle bollicine" si possa arrivare a condividere un regolamento unitario, aspettiamo le mosse dei nuovi amministratori di Corte Franca, che in campagna elettorale hanno promesso una regolamentazione comunale...
--------------------------------
Archivio blog
- ottobre (1)
- agosto (1)
- luglio (1)
- giugno (1)
- maggio (1)
- aprile (2)
- marzo (5)
- febbraio (4)
- gennaio (5)
- dicembre (2)
- novembre (3)
- ottobre (5)
- settembre (5)
- agosto (5)
- luglio (5)
- giugno (5)
- maggio (16)
- aprile (11)
- marzo (3)
- febbraio (5)
- gennaio (4)
- dicembre (5)
- novembre (6)
- ottobre (5)
- settembre (6)
- agosto (6)
- luglio (2)
- giugno (7)
- maggio (8)
- aprile (7)
- marzo (7)
- febbraio (8)
- gennaio (6)
- dicembre (8)
- novembre (6)
- ottobre (5)
- settembre (5)
- agosto (1)
- luglio (4)
- giugno (5)
- maggio (6)
- aprile (4)
- marzo (7)
- febbraio (6)
- gennaio (10)
- dicembre (3)
- novembre (11)
- ottobre (7)
- settembre (7)
- agosto (5)
- luglio (7)
- giugno (10)
- maggio (10)
- aprile (15)
- marzo (11)
- febbraio (16)
- gennaio (23)
- dicembre (27)
- novembre (24)
- ottobre (24)
- settembre (21)
- agosto (7)
- luglio (17)
- giugno (16)
- maggio (18)
- aprile (16)
- marzo (15)
- febbraio (7)
- gennaio (12)
- dicembre (7)
- novembre (9)
- ottobre (10)
- settembre (11)
- agosto (9)
- luglio (6)
- giugno (11)
- maggio (20)
- aprile (7)
- marzo (4)
- febbraio (3)
- gennaio (3)
- dicembre (2)
- ottobre (4)
- luglio (1)
- giugno (1)
- maggio (2)
- aprile (6)
- marzo (2)
- febbraio (3)
- gennaio (1)
- dicembre (3)
- novembre (2)
giovedì 18 agosto 2011
lunedì 15 agosto 2011
Segnalazioni dalle Torbiere
L'associazione La Schiribilla ci ha inviato queste segnalazioni riguardanti la Riserva naturale delle Torbiere.
15 agosto 2011
Breve giro odierno in torbiera: oltre al solito raduno di bagnanti che si rinfrescano nelle acque del sito, notati anche i resti di un incendio che ha coinvolto una zona di qualche decina di metri quadri nei pressi del Funtanì. Una bravata? Un mozzicone di sigaretta?...
Anche il fenomeno dei furti di rame non ha risparmiato la riserva: le staccionate a protezione dei percorsi sono rimaste prive dei collarini, presi di mira già nei mesi scorsi.
Purtroppo oltre agli atti vandalici c'è da registrare che alcuni pioppi sono "malati", attaccati da un parassita simile a quello che sta rovinando i castagni.
15 agosto 2011
Breve giro odierno in torbiera: oltre al solito raduno di bagnanti che si rinfrescano nelle acque del sito, notati anche i resti di un incendio che ha coinvolto una zona di qualche decina di metri quadri nei pressi del Funtanì. Una bravata? Un mozzicone di sigaretta?...
Anche il fenomeno dei furti di rame non ha risparmiato la riserva: le staccionate a protezione dei percorsi sono rimaste prive dei collarini, presi di mira già nei mesi scorsi.
Purtroppo oltre agli atti vandalici c'è da registrare che alcuni pioppi sono "malati", attaccati da un parassita simile a quello che sta rovinando i castagni.
mercoledì 10 agosto 2011
NO TAV, NO TUNNEL sotto il MONTE ALTO?
Fonte: Bresciaoggi, 10 agosto 2011
CORTEFRANCA. Al confine con Adro
Tolta dal Monte Alto la mega-scritta contro l'alta velocità
Le lettere visibili da A4 e Sp12 sono rimaste esposte tre giorni
La scritta contro il progetto ferroviario della TavÈ stata a rimossa dal grande prato sotto la croce del monte Alto che fa da confine tra Adro e Cortefranca la gigantesca scritta «No Tav» che da sabato sera a lunedì ha ricordato in Franciacorta il conflitto della Val di Susa.
Alta una quarantina di metri, visibile a occhio nudo dall'autostrada A4 e dalla Sp 12 che collega Rovato a Iseo, la scritta ha richiamato l'attenzione non solo di molti passanti e automobilisti, ma anche quella dei Carabinieri. Gli autori, intendevano collocarla sul territorio di Adro per emulare il Sole delle Alpi sul tetto delle scuole del sindaco Oscar Lancini, ma la presenza di alberi e la mancanza di una zona piana li ha obbligati a collocarla sul prato in territorio di Cortefranca. «Il vento strappando la lettera A - ha raccontato Michele Parzani, sulla cui proprietà passa la strada per accedere alla croce e che sabato ha visto la comitiva con lo striscione - ha modificato la scritta in No Tv prima di essere rimosso dall'associazione Monte Alto di Cortefranca».
Foto e filmati della scritta hanno fatto il giro dei siti Internet rilanciando i temi dello sviluppo sostenibile e della contestazione anche al progetto autostradale della Brebemi. Uno dei soci dell'associazione Monte Alto ha spiegato «La scritta è stata rimossa come i Soli delle Alpi. Non vorrei commentare ma un po' mi è spiaciuto, condivido chi difende il territorio, ma non modo violento, perché temo che per collegare la Brebemi alla valle Camonica si costruisca il tunnel sotto il monte».G.C.C.
--------------------------------------------------------------
Fonte: http://www.bsnews.it/notizia.php?id=9941
"No Tav" sul monte Alto, ecco il video con il making of della scritta
Qualche giorno fa vi abbiamo dato conto dell'enorme scritta No Tav apparsa sul Monte Alto, ad Adro. Ora vi proponiamo anche il video che documenta il making of della scritta, vale a dire l'operazione di stesura dello slogan sulla radura della collina. Il video è stato postato sul canale youtube dall'utente diwanfc, lo stesso che sul suo blog riferisce come la scritta, composta da lettere di tela alte una ventina di metri, sia rimasta intatta e ben visibile a distanza di chilometri fino a domenica pomeriggio, quando è scomparsa la A. Lunedì sera, l’associazione “Monte Alto”, affittuaria del prato sotto la croce, ha deciso di rimuovere definitivamente tutte le lettere.
http://youtu.be/AW8McPV3iUI
CORTEFRANCA. Al confine con Adro
Tolta dal Monte Alto la mega-scritta contro l'alta velocità
Le lettere visibili da A4 e Sp12 sono rimaste esposte tre giorni
La scritta contro il progetto ferroviario della TavÈ stata a rimossa dal grande prato sotto la croce del monte Alto che fa da confine tra Adro e Cortefranca la gigantesca scritta «No Tav» che da sabato sera a lunedì ha ricordato in Franciacorta il conflitto della Val di Susa.
Alta una quarantina di metri, visibile a occhio nudo dall'autostrada A4 e dalla Sp 12 che collega Rovato a Iseo, la scritta ha richiamato l'attenzione non solo di molti passanti e automobilisti, ma anche quella dei Carabinieri. Gli autori, intendevano collocarla sul territorio di Adro per emulare il Sole delle Alpi sul tetto delle scuole del sindaco Oscar Lancini, ma la presenza di alberi e la mancanza di una zona piana li ha obbligati a collocarla sul prato in territorio di Cortefranca. «Il vento strappando la lettera A - ha raccontato Michele Parzani, sulla cui proprietà passa la strada per accedere alla croce e che sabato ha visto la comitiva con lo striscione - ha modificato la scritta in No Tv prima di essere rimosso dall'associazione Monte Alto di Cortefranca».
Foto e filmati della scritta hanno fatto il giro dei siti Internet rilanciando i temi dello sviluppo sostenibile e della contestazione anche al progetto autostradale della Brebemi. Uno dei soci dell'associazione Monte Alto ha spiegato «La scritta è stata rimossa come i Soli delle Alpi. Non vorrei commentare ma un po' mi è spiaciuto, condivido chi difende il territorio, ma non modo violento, perché temo che per collegare la Brebemi alla valle Camonica si costruisca il tunnel sotto il monte».G.C.C.
--------------------------------------------------------------
Fonte: http://www.bsnews.it/notizia.php?id=9941
"No Tav" sul monte Alto, ecco il video con il making of della scritta
Qualche giorno fa vi abbiamo dato conto dell'enorme scritta No Tav apparsa sul Monte Alto, ad Adro. Ora vi proponiamo anche il video che documenta il making of della scritta, vale a dire l'operazione di stesura dello slogan sulla radura della collina. Il video è stato postato sul canale youtube dall'utente diwanfc, lo stesso che sul suo blog riferisce come la scritta, composta da lettere di tela alte una ventina di metri, sia rimasta intatta e ben visibile a distanza di chilometri fino a domenica pomeriggio, quando è scomparsa la A. Lunedì sera, l’associazione “Monte Alto”, affittuaria del prato sotto la croce, ha deciso di rimuovere definitivamente tutte le lettere.
http://youtu.be/AW8McPV3iUI
giovedì 4 agosto 2011
VUOTO…A RENDERE
Da Napoli alla Norvegia: la scoperta della spazzatura col buono sconto
(fonte: http://www.repubblica.it/, 2 agosto 2011)
In Norvegia se porti bottiglie di plastica (o di vetro) e lattine al supermercato ottieni uno sconto sulla spesa. E' questa la scoperta di un gruppo di italiani all'estero che ha pubblicato questo video su YouTube: i vuoti si introducono in un'apposita macchina e in cambio si riceve un buono il cui valore è proporzionale alla quantità di rifiuti inseriti. Ai ragazzi napoletani che illustrano stupiti il sistema dev'essere sembrato un miracolo.
Uno di loro scherzosamente afferma: "Quindi se porti tutta la spazzatura che sta a Napoli e la porti qua campi per due anni senza cacciare soldi". Il filmato ha scatenato un dibattito tra gli utenti italiani di YouTube, quasi tutti pronti a evidenziare il maggior grado di civiltà dei paesi del Nord Europa. Attraverso i commenti altri navigatori informano che questo sistema è presente anche in Finlandia, Germania, Danimarca e Belgio. E che in realtà il buono ottenuto corrisponde alla cifra "pagata in anticipo come "vuoto" all'atto dell'acquisto". Le bibite infatti hanno un prezzo maggiorato - una sorta di cauzione per l'involucro - proprio per incentivare i cittadini a riconsegnare bottiglie e lattine. Altri utenti si limitano semplicemente a ironizzare: "Se lo facessimo in Italia la gente andrebbe a rubare la spazzatura dai propri vicini". E c'è chi, infine, sottolinea che anche in Italia esiste una politica di restituzione dei vuoti in cambio di un buono spesa. "Il problema - scrive biagiochi82, utente napoletano - è che sono politiche rarissime e in vigore in singoli comuni per così dire "virtuosi"".
(a cura di Pier Luigi Pisa)
-------------------------------------
qui il video: http://youtu.be/KK1oslkabxc
e qui ulteriori informazioni sul sistema “reverse vending” http://rovato5stelle.wordpress.com/2009/12/08/reverse-vending-a-rovato-recuperare-soldi-dai-rifiuti/
Magari qualche impianto nel nostro paese risolverebbe il problema dei rifiuti gettati per la strada e nei fossati? L'Esselunga è in fase di ampliamento: sarebbe utile che indroducesse un sistema del genere?
(fonte: http://www.repubblica.it/, 2 agosto 2011)
In Norvegia se porti bottiglie di plastica (o di vetro) e lattine al supermercato ottieni uno sconto sulla spesa. E' questa la scoperta di un gruppo di italiani all'estero che ha pubblicato questo video su YouTube: i vuoti si introducono in un'apposita macchina e in cambio si riceve un buono il cui valore è proporzionale alla quantità di rifiuti inseriti. Ai ragazzi napoletani che illustrano stupiti il sistema dev'essere sembrato un miracolo.
Uno di loro scherzosamente afferma: "Quindi se porti tutta la spazzatura che sta a Napoli e la porti qua campi per due anni senza cacciare soldi". Il filmato ha scatenato un dibattito tra gli utenti italiani di YouTube, quasi tutti pronti a evidenziare il maggior grado di civiltà dei paesi del Nord Europa. Attraverso i commenti altri navigatori informano che questo sistema è presente anche in Finlandia, Germania, Danimarca e Belgio. E che in realtà il buono ottenuto corrisponde alla cifra "pagata in anticipo come "vuoto" all'atto dell'acquisto". Le bibite infatti hanno un prezzo maggiorato - una sorta di cauzione per l'involucro - proprio per incentivare i cittadini a riconsegnare bottiglie e lattine. Altri utenti si limitano semplicemente a ironizzare: "Se lo facessimo in Italia la gente andrebbe a rubare la spazzatura dai propri vicini". E c'è chi, infine, sottolinea che anche in Italia esiste una politica di restituzione dei vuoti in cambio di un buono spesa. "Il problema - scrive biagiochi82, utente napoletano - è che sono politiche rarissime e in vigore in singoli comuni per così dire "virtuosi"".
(a cura di Pier Luigi Pisa)
-------------------------------------
qui il video: http://youtu.be/KK1oslkabxc
e qui ulteriori informazioni sul sistema “reverse vending” http://rovato5stelle.wordpress.com/2009/12/08/reverse-vending-a-rovato-recuperare-soldi-dai-rifiuti/
Magari qualche impianto nel nostro paese risolverebbe il problema dei rifiuti gettati per la strada e nei fossati? L'Esselunga è in fase di ampliamento: sarebbe utile che indroducesse un sistema del genere?
mercoledì 20 luglio 2011
Rifiuti: la Lombardia non tiene il passo delle regioni del nord nella raccolta differenziata
Mentre le strade di Napoli soccombono sotto tonnellate di spazzatura e la Lega Nord continua a fare ostruzionismo contro il trasferimento dei rifiuti napoletani fuori dalla Campania, la Lombardia, oltre ad avere il primato del ciclo illecito dei rifiuti fra le regioni del Nord (v. post Qual è il primato della Lombardia?), perde il passo nella raccolta differenziata.
Qui il comunicato di Legambiente sui risultati del dossier nazionale Comuni Ricicloni 2011.
Purtroppo nella raccolta differenziata la Lombardia non tiene il passo delle regioni del nord, diminuiscono i comuni ricicloni e la nostra regione è costretta a cedere il podio in favore di Veneto, Trentino e Friuli, piazzandosi al 4° posto con solo il 21% di amministrazioni virtuose su 1452 comuni lombardi. Nel 2010 infatti il numero dei comuni che riescono a superare il 60% di raccolta differenziata, soglia minima decisa da Legambiente – in linea con le disposizioni di legge - per entrare nella classifica per la gestione dei rifiuti, è sceso a 331. E a dare il cattivo esempio di questo trend negativo che in Lombardia dura da qualche anno è il capoluogo di regione: la città di Milano è bloccata infatti al 35% di raccolta differenziata.
Per la Lombardia non arrivano buone notizie nemmeno dalle altre città: nessun capoluogo di provincia riesce a sfondare il tetto del 60% e quindi entrare in classifica. Per quanto riguarda i comuni sopra i 10 mila abitanti invece bisogna scorrere fino alla 20° posizione per trovare la prima lombarda: Suzzara in provincia di Mantova che raggiunge quota 82,8% di raccolta differenziata e ottiene un punteggio di 77,30 per la buona gestione dei rifiuti. La classifica non è clemente nemmeno per i comuni sotto i 10 mila abitanti: solo 67° il comune di Bonate Sopra in provincia di Bergamo.
“Il modello lombardo di gestione dei rifiuti ha superato la fase di maturità e mostra preoccupanti segni di invecchiamento, ora occorre un forte rilancio – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -. Occorre partire dalle città, seguendo gli esempi di Salerno e Novara, e puntare su impianti a tecnologia avanzata per il recupero di materiali dai rifiuti raccolti in modo separato. E' ora di finirla di parlare di nuovi inceneritori, quello che serve sono impianti di lavorazione dei rifiuti organici e di selezione delle frazioni secche, i risultati delle regioni vicine dicono chiaramente che l'incenerimento è una lavorazione destinata a diventare residuale, per la sua intrinseca inefficienza”.
Il dossier completo “Comuni Ricicloni 2011” è disponibile sul sito http://www.ecosportello.org/
--------------------------------------------------------
A Corte Franca, stando alle dichiarazioni degli amministratori, la raccolta differenziata si attesta intorno al 75%, un ottimo risultato.
Qui il comunicato di Legambiente sui risultati del dossier nazionale Comuni Ricicloni 2011.
Purtroppo nella raccolta differenziata la Lombardia non tiene il passo delle regioni del nord, diminuiscono i comuni ricicloni e la nostra regione è costretta a cedere il podio in favore di Veneto, Trentino e Friuli, piazzandosi al 4° posto con solo il 21% di amministrazioni virtuose su 1452 comuni lombardi. Nel 2010 infatti il numero dei comuni che riescono a superare il 60% di raccolta differenziata, soglia minima decisa da Legambiente – in linea con le disposizioni di legge - per entrare nella classifica per la gestione dei rifiuti, è sceso a 331. E a dare il cattivo esempio di questo trend negativo che in Lombardia dura da qualche anno è il capoluogo di regione: la città di Milano è bloccata infatti al 35% di raccolta differenziata.
Per la Lombardia non arrivano buone notizie nemmeno dalle altre città: nessun capoluogo di provincia riesce a sfondare il tetto del 60% e quindi entrare in classifica. Per quanto riguarda i comuni sopra i 10 mila abitanti invece bisogna scorrere fino alla 20° posizione per trovare la prima lombarda: Suzzara in provincia di Mantova che raggiunge quota 82,8% di raccolta differenziata e ottiene un punteggio di 77,30 per la buona gestione dei rifiuti. La classifica non è clemente nemmeno per i comuni sotto i 10 mila abitanti: solo 67° il comune di Bonate Sopra in provincia di Bergamo.
“Il modello lombardo di gestione dei rifiuti ha superato la fase di maturità e mostra preoccupanti segni di invecchiamento, ora occorre un forte rilancio – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia -. Occorre partire dalle città, seguendo gli esempi di Salerno e Novara, e puntare su impianti a tecnologia avanzata per il recupero di materiali dai rifiuti raccolti in modo separato. E' ora di finirla di parlare di nuovi inceneritori, quello che serve sono impianti di lavorazione dei rifiuti organici e di selezione delle frazioni secche, i risultati delle regioni vicine dicono chiaramente che l'incenerimento è una lavorazione destinata a diventare residuale, per la sua intrinseca inefficienza”.
Il dossier completo “Comuni Ricicloni 2011” è disponibile sul sito http://www.ecosportello.org/
--------------------------------------------------------
A Corte Franca, stando alle dichiarazioni degli amministratori, la raccolta differenziata si attesta intorno al 75%, un ottimo risultato.
domenica 10 luglio 2011
rifiuti:qual è il primato della Lombardia?
Dal Rapporto Ecomafia 2011 di Legambiente la Lombardia emerge come la peggiore regione del Nord Italia per reati ambientali ed è la prima nella particolare classifica relativa al ciclo illecito dei rifiuti...
-----------------------------------------------
Fonte: Giornale di Brescia 07/07/2011
Ecomafie, raddoppiano i reati in Lombardia
Raddoppia il numero dei reati e con 1.619 infrazioni accertate la Lombardia diventa la peggiore regione del nord Italia per l'illegalità ambientale. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Ecomafia 2011 di Legambiente, edito da Edizioni Ambiente e presentato ieri a Milano.
Per il 2011 la Lombardia si consacra come prima tra le regione del nord anche nella classifica dei reati nel ciclo dei rifiuti. L'anno scorso era al 14esimo posto, in soli dodici mesi ha bruciato otto posizioni passando da 153 infrazioni accertate a ben 371, 401 denunce, 7 arresti e 144 sequestri. Un laboratorio di affari illeciti nel campo dei rifiuti, dunque, che non portano solo la firma dei clan. Spesso l'iniziativa criminale parte da insospettabili uomini d'affari e imprenditori. Esattamente quanto è emerso a Pavia nell'ambito dell'inchiesta «Dirty Energy», che ha visto coinvolta la Riso Scotti. Tra le province lombarde è quella di Milano a detenere il record di reati accertati nel ciclo del cemento, ben 84 nel 2010, segue Bergamo con 57 e Sondrio con 40. Nel rapporto Brescia non si distingue in maniere negativa. Vengono menzionate le indagini condotte nel 2010 come quella di giugno in cui i carabinieri del Noe denunciano due imprenditori nel settore della produzione di conglomerati cementizi. Sono ritenuti responsabili di gestione illecita di rifiuti speciali e realizzazione di discarica abusiva. Sempre nel giugno la Procura notifica un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell'amministratore di un'azienda di Edolo, accusato di aver smaltito illecitamente rifiuti contaminati da Pcb. Infine a dicembre 2010 i Carabinieri sequestrano un tratto di tangenziale. L'ipotesi è di riempimento del fondo con rifiuti tossici. Tre le persone indagate.
-----------------------------------------------
Fonte: Giornale di Brescia 07/07/2011
Ecomafie, raddoppiano i reati in Lombardia
Raddoppia il numero dei reati e con 1.619 infrazioni accertate la Lombardia diventa la peggiore regione del nord Italia per l'illegalità ambientale. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Ecomafia 2011 di Legambiente, edito da Edizioni Ambiente e presentato ieri a Milano.
Per il 2011 la Lombardia si consacra come prima tra le regione del nord anche nella classifica dei reati nel ciclo dei rifiuti. L'anno scorso era al 14esimo posto, in soli dodici mesi ha bruciato otto posizioni passando da 153 infrazioni accertate a ben 371, 401 denunce, 7 arresti e 144 sequestri. Un laboratorio di affari illeciti nel campo dei rifiuti, dunque, che non portano solo la firma dei clan. Spesso l'iniziativa criminale parte da insospettabili uomini d'affari e imprenditori. Esattamente quanto è emerso a Pavia nell'ambito dell'inchiesta «Dirty Energy», che ha visto coinvolta la Riso Scotti. Tra le province lombarde è quella di Milano a detenere il record di reati accertati nel ciclo del cemento, ben 84 nel 2010, segue Bergamo con 57 e Sondrio con 40. Nel rapporto Brescia non si distingue in maniere negativa. Vengono menzionate le indagini condotte nel 2010 come quella di giugno in cui i carabinieri del Noe denunciano due imprenditori nel settore della produzione di conglomerati cementizi. Sono ritenuti responsabili di gestione illecita di rifiuti speciali e realizzazione di discarica abusiva. Sempre nel giugno la Procura notifica un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell'amministratore di un'azienda di Edolo, accusato di aver smaltito illecitamente rifiuti contaminati da Pcb. Infine a dicembre 2010 i Carabinieri sequestrano un tratto di tangenziale. L'ipotesi è di riempimento del fondo con rifiuti tossici. Tre le persone indagate.
venerdì 8 luglio 2011
Franciacorta: in nove anni stranieri quasi quadruplicati
Fonte: Bresciaoggi 07/07/2011
Franciacorta: in nove anni stranieri quasi quadruplicati
I dati della ricerca sociodemografica di Gabriele Ringhini e Simone Mazzata, finanziata dalla Cogeme. Ma l'immigrazione si è rivelata fondamentale per riequilibrare il rapporto tra le generazioni trainando pure le famiglie italiane
In tre decenni la Franciacorta è cambiata, nel paesaggio come nella composizione demografica. L'arrivo degli immigrati ha rilanciato le nascite, ma occorre una loro integrazione, e servizi sociali adeguati ad una popolazione con più anziani.
Il dato emerge dalla settima ricerca sociodemografica di Gabriele Ringhini e Simone Mazzata, finanziata dalla Fondazione Cogeme sugli 80 Comuni bresciani e bergamaschi serviti dalla multiutility di Rovato. Il capitolo sulla Franciacorta analizza i cambiamenti degli ultimi trent'anni della popolazioni di Adro, Capriolo, Castegnato, Cazzago, Cellatica, Coccaglio, Cologne, Corte Franca, Erbusco, Gussago, Iseo, Monticelli Brusati, Ome, Ospitaletto, Paderno, Paratico, Passirano, Provaglio, Rodengo, Rovato, (inseriti nel progetto Franciacorta sostenibile), per offrire un contributo ad una programmazione funzionale.
Dal 1991 al 2010 la Franciacorta è cresciuta più della media nazionale, con 51.116 nuovi residenti, + 43,9 %, con tassi di crescita record: a Rodengo, + 4.116 residenti +90,08%, Castegnato, + 3424 residenti + 78,2%, Ospitaletto, + 56,8%, Cortefranca +53 %, Paratico, 51,7%. Dove l'immigrazione sembra frenata, come a Adro, la crescita è del 22,6%, solo Iseo con un +18,1 %, sta sotto il 20%.
Negli ultimi nove anni gli stranieri si sono quasi quadruplicati: oggi sono 47.414 (13%), nel 2001 erano 12.408 (4,1%) mentre nel 1991 erano 2.050 (0,7%).
IL MIX di immigrati stranieri e italiani (per lo più bresciani) ha consolidato l'economia ma l'insediamento ha inciso sul paesaggio e sui costi delle case, rallentando negli ultimi anni il trend. Con gli stranieri, 13.761, 8,7% nel 2006, 19.178, 11,4% del 2009, sono arrivati anche 3.281 italiani, un + 2,3%, che fa crescere la popolazione italiana ben oltre lo 0,7% nazionale.
Al primo posto tra i 19.178 stranieri nel 2009, gli europei, 43,1%, seguiti dagli africani, 34,6%, dagli asiatici 19,6%, e dal 2,7% di americani. Secondo la ricerca l'immigrazione si è rivelata fondamentale per riequilibrare il rapporto tra le generazioni. Nell'ultimo triennio i giovani sono cresciuti più degli anziani e nel gennaio 2010 invertendo la tendenza hanno superato gli over 64, il 16,2% dei residenti, raggiungendo il 19%. Senza di loro il panorama demografico franciacortino vedrebbe una netta prevalenza di anziani.
Nel 2009 l'aumento dei bambini tra 0 e 2 anni di immigrati, sono 1397, ha fatto da traino alle famiglie italiane che con 4626 bimbi hanno segnato il record degli ultimi 30 anni.
Crisi, costo della vita, lavori precari pesano: solo il 51%, delle famiglie ha figli. Ipotizzando per il 2013 quasi 177 mila residenti, l'85,9 % italiani, la ricerca conclude sottolineando sia l'importanza della scuola per integrare i giovanissimi immigrati.
------------------------
qui si possono trovare i dati relativi ai singoli comuni: http://fondazione.cogeme.net/bin/index.php?id=1494
Franciacorta: in nove anni stranieri quasi quadruplicati
I dati della ricerca sociodemografica di Gabriele Ringhini e Simone Mazzata, finanziata dalla Cogeme. Ma l'immigrazione si è rivelata fondamentale per riequilibrare il rapporto tra le generazioni trainando pure le famiglie italiane
In tre decenni la Franciacorta è cambiata, nel paesaggio come nella composizione demografica. L'arrivo degli immigrati ha rilanciato le nascite, ma occorre una loro integrazione, e servizi sociali adeguati ad una popolazione con più anziani.
Il dato emerge dalla settima ricerca sociodemografica di Gabriele Ringhini e Simone Mazzata, finanziata dalla Fondazione Cogeme sugli 80 Comuni bresciani e bergamaschi serviti dalla multiutility di Rovato. Il capitolo sulla Franciacorta analizza i cambiamenti degli ultimi trent'anni della popolazioni di Adro, Capriolo, Castegnato, Cazzago, Cellatica, Coccaglio, Cologne, Corte Franca, Erbusco, Gussago, Iseo, Monticelli Brusati, Ome, Ospitaletto, Paderno, Paratico, Passirano, Provaglio, Rodengo, Rovato, (inseriti nel progetto Franciacorta sostenibile), per offrire un contributo ad una programmazione funzionale.
Dal 1991 al 2010 la Franciacorta è cresciuta più della media nazionale, con 51.116 nuovi residenti, + 43,9 %, con tassi di crescita record: a Rodengo, + 4.116 residenti +90,08%, Castegnato, + 3424 residenti + 78,2%, Ospitaletto, + 56,8%, Cortefranca +53 %, Paratico, 51,7%. Dove l'immigrazione sembra frenata, come a Adro, la crescita è del 22,6%, solo Iseo con un +18,1 %, sta sotto il 20%.
Negli ultimi nove anni gli stranieri si sono quasi quadruplicati: oggi sono 47.414 (13%), nel 2001 erano 12.408 (4,1%) mentre nel 1991 erano 2.050 (0,7%).
IL MIX di immigrati stranieri e italiani (per lo più bresciani) ha consolidato l'economia ma l'insediamento ha inciso sul paesaggio e sui costi delle case, rallentando negli ultimi anni il trend. Con gli stranieri, 13.761, 8,7% nel 2006, 19.178, 11,4% del 2009, sono arrivati anche 3.281 italiani, un + 2,3%, che fa crescere la popolazione italiana ben oltre lo 0,7% nazionale.
Al primo posto tra i 19.178 stranieri nel 2009, gli europei, 43,1%, seguiti dagli africani, 34,6%, dagli asiatici 19,6%, e dal 2,7% di americani. Secondo la ricerca l'immigrazione si è rivelata fondamentale per riequilibrare il rapporto tra le generazioni. Nell'ultimo triennio i giovani sono cresciuti più degli anziani e nel gennaio 2010 invertendo la tendenza hanno superato gli over 64, il 16,2% dei residenti, raggiungendo il 19%. Senza di loro il panorama demografico franciacortino vedrebbe una netta prevalenza di anziani.
Nel 2009 l'aumento dei bambini tra 0 e 2 anni di immigrati, sono 1397, ha fatto da traino alle famiglie italiane che con 4626 bimbi hanno segnato il record degli ultimi 30 anni.
Crisi, costo della vita, lavori precari pesano: solo il 51%, delle famiglie ha figli. Ipotizzando per il 2013 quasi 177 mila residenti, l'85,9 % italiani, la ricerca conclude sottolineando sia l'importanza della scuola per integrare i giovanissimi immigrati.
------------------------
qui si possono trovare i dati relativi ai singoli comuni: http://fondazione.cogeme.net/bin/index.php?id=1494
il picco della salute
La vita continua ad allungarsi ma la vita in salute si accorcia drasticamente... Sulla base di dati di fonte UE, scopriamo che, a un certo punto, mentre in Italia continuava ad aumentare la speranza di vita, è cominciata a diminuire la speranza di vita in salute. Questa inversione o "picco" si colloca nel 2003.
Ecco alcuni stralci di un articolo che ci è stato segnalato e che pensiamo meriti molta attenzione. E' stato scritto da Patrizia Gentilini, Medico Oncologo ed Ematologo, facente parte anche dell'Associazione Medici per l'Ambiente (ISDE Italia).
(Qui la versione integrale: http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/picco_salute.html)
Salute: siamo di fronte ad un crollo delle aspettative?
Una delle più frequenti obiezioni che viene mossa a noi medici “allarmisti” è che, in barba ai rischi ambientali, la speranza di vita – almeno nei paesi occidentali – non solo è cresciuta, ma sta ulteriormente aumentando. Sembrerebbe quindi che i veleni ( metalli pesanti , agenti cancerogeni, diossine, particolato ultrafine, pesticidi, radiazioni…) per i quali tanto ci agitiamo, non fossero poi così pericolosi nè in grado di danneggiarci più di tanto.
Forse, ancora una volta, siamo invece proprio noi ad avere ragione: andate sul sito della Commissione Europea per la Salute e scegliete, come indicatore, l’aspettativa di vita alla nascita (Life expectancy at birth) e l’aspettativa di salute alla nascita (Health life years at birth), cliccate in corrispondenza di “Italia” e questi sono i grafici che visualizzerete:
E’ chiaro per tutti che nel nostro paese, a partire dal 2003 vi è un crollo dell’aspettativa di vita in salute, crollo che è ancora più repentino nelle donne che non nei maschi: la vita continua ad allungarsi ma la vita in salute si accorcia drasticamente come, tra l’altro, non aveva mai fatto prima. Cosa sta succedendo? E’ evidente che la nostra salute sta rapidamente deteriorandosi per l’aumentare di patologie cronico-degenerative fra cui, in primo luogo il cancro, che purtroppo colpisce non solo gli anziani, ma sempre più spesso giovani e bambini...
... E’ questo crollo della speranza di vita in salute che il Prof Ugo Bardi, ha definito,analogamente al picco del petrolio, il “picco della salute”. ....
....E’ davvero sensato puntare tutta l’attenzione sulla ricerca di nuovi farmaci, senza di fatto mai puntare l’attenzione sulle cause di queste malattie, evitando fra l’altro di fornire ai cittadini informazioni scientificamente corrette, chiare, complete e dettagliate sui tanti agenti cancerogeni presenti nel nostro habitat? E’ ora di passare dalle parole alle azioni: guardiamoci intorno, chiediamoci che ruolo hanno pesticidi, diossine, nichel, cadmio, cromo, piombo, mercurio, benzene, PCB, IPA … e gli altri numerosissimi veleni presenti ormai stabilmente non solo in aria, acqua, cibo, ma nel nostro stesso corpo....
http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/picco_salute.html
-------------------------
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_SDDS/EN/demo_mor_esms.htm
http://ec.europa.eu/health/indicators/echi/list/echi_40.html#main?KeepThis=true&TB_iframe=true&height=450&width=920
-------------------------------
Fonte: Bresciaoggi, Mercoledì 06 Luglio 2011 PROVINCIA, pagina 24
CASTEGNATO E OSPITALETTO. Guerra di cifre
«Leucemie record»
I sindaci chiedono chiarezza sul report
Legambiente lancia l'allarme Ma all'Asl non risultano anomalie
I sindaci di Castegnato e Ospitaletto sono in allarme dopo aver letto le osservazioni inviate da Legambiente Franciacorta in Regione per chiedere la bocciatura della futura discarica Bosco Stella.
A preoccupare sono i dati riguardanti una presunta anomala presenza di leucemie e neoplasie, che Legambiente mette nero su bianco nel suo report alla Regione.
Secondo i primi cittadini Giuseppe Orizio e Giovanni Battista Sarnico «quei dati se non adeguatamente indagati rischiano di creare apprensione tra la cittadinanza».
Per questo hanno chiesto spiegazioni ai vertici delle istituzioni sanitarie, Asl e Arpa.
Orizio ricorda che la questione leucemie e tumori era stata oggetto di approfondimenti negli anni scorsi, citando in particolare la relazione del dipartimento prevenzione sanitaria Asl dell'aprile 2007: «Si ritiene che attualmente non vi siano elementi tali da ritenere che la popolazione di Ospitaletto sia a rischio di esposizione a fattori favorenti leucemie e linfomi in misura diversa dalla restante popolazione Asl della provincia di Brescia».
Insomma, i sindaci dei due paesi si chiedono come questo passaggio possa conciliarsi con quanto scritto da Legambiente, ovvero il contrario della relazione Asl: «Le condizioni sanitarie di Ospitaletto e Castegnato negli anni hanno segnato presenze anomale di leucemie, e la stessa presenza di neoplasie è maggiore che in altre zone, forse anche perché la qualità dell'aria è pessima e gli inquinanti entrano nella filiera alimentare».
Ma c'è o non c'è un numero sospetto di gravi malattie?
Legambiente indica un probabile nesso tra fonti inquinanti sul territorio (21 discariche con rifiuti pericolosi, falde inquinate, aziende dalle emissioni inquinanti, milioni di veicoli sull'A4). Quel che è vero è che non esiste in provincia di Brescia, al contrario di Mantova per esempio, una indagine epidemiologica sulla casistica di neoplasie vicino a fonti massicce di inquinamento.
Indagine che Legambiente indica ora come un necessario punto di partenza.P.GOR.
Ecco alcuni stralci di un articolo che ci è stato segnalato e che pensiamo meriti molta attenzione. E' stato scritto da Patrizia Gentilini, Medico Oncologo ed Ematologo, facente parte anche dell'Associazione Medici per l'Ambiente (ISDE Italia).
(Qui la versione integrale: http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/picco_salute.html)
Salute: siamo di fronte ad un crollo delle aspettative?
Una delle più frequenti obiezioni che viene mossa a noi medici “allarmisti” è che, in barba ai rischi ambientali, la speranza di vita – almeno nei paesi occidentali – non solo è cresciuta, ma sta ulteriormente aumentando. Sembrerebbe quindi che i veleni ( metalli pesanti , agenti cancerogeni, diossine, particolato ultrafine, pesticidi, radiazioni…) per i quali tanto ci agitiamo, non fossero poi così pericolosi nè in grado di danneggiarci più di tanto.
Forse, ancora una volta, siamo invece proprio noi ad avere ragione: andate sul sito della Commissione Europea per la Salute e scegliete, come indicatore, l’aspettativa di vita alla nascita (Life expectancy at birth) e l’aspettativa di salute alla nascita (Health life years at birth), cliccate in corrispondenza di “Italia” e questi sono i grafici che visualizzerete:
E’ chiaro per tutti che nel nostro paese, a partire dal 2003 vi è un crollo dell’aspettativa di vita in salute, crollo che è ancora più repentino nelle donne che non nei maschi: la vita continua ad allungarsi ma la vita in salute si accorcia drasticamente come, tra l’altro, non aveva mai fatto prima. Cosa sta succedendo? E’ evidente che la nostra salute sta rapidamente deteriorandosi per l’aumentare di patologie cronico-degenerative fra cui, in primo luogo il cancro, che purtroppo colpisce non solo gli anziani, ma sempre più spesso giovani e bambini...
... E’ questo crollo della speranza di vita in salute che il Prof Ugo Bardi, ha definito,analogamente al picco del petrolio, il “picco della salute”. ....
....E’ davvero sensato puntare tutta l’attenzione sulla ricerca di nuovi farmaci, senza di fatto mai puntare l’attenzione sulle cause di queste malattie, evitando fra l’altro di fornire ai cittadini informazioni scientificamente corrette, chiare, complete e dettagliate sui tanti agenti cancerogeni presenti nel nostro habitat? E’ ora di passare dalle parole alle azioni: guardiamoci intorno, chiediamoci che ruolo hanno pesticidi, diossine, nichel, cadmio, cromo, piombo, mercurio, benzene, PCB, IPA … e gli altri numerosissimi veleni presenti ormai stabilmente non solo in aria, acqua, cibo, ma nel nostro stesso corpo....
http://www.ilcambiamento.it/inquinamenti/picco_salute.html
-------------------------
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_SDDS/EN/demo_mor_esms.htm
http://ec.europa.eu/health/indicators/echi/list/echi_40.html#main?KeepThis=true&TB_iframe=true&height=450&width=920
-------------------------------
Fonte: Bresciaoggi, Mercoledì 06 Luglio 2011 PROVINCIA, pagina 24
CASTEGNATO E OSPITALETTO. Guerra di cifre
«Leucemie record»
I sindaci chiedono chiarezza sul report
Legambiente lancia l'allarme Ma all'Asl non risultano anomalie
I sindaci di Castegnato e Ospitaletto sono in allarme dopo aver letto le osservazioni inviate da Legambiente Franciacorta in Regione per chiedere la bocciatura della futura discarica Bosco Stella.
A preoccupare sono i dati riguardanti una presunta anomala presenza di leucemie e neoplasie, che Legambiente mette nero su bianco nel suo report alla Regione.
Secondo i primi cittadini Giuseppe Orizio e Giovanni Battista Sarnico «quei dati se non adeguatamente indagati rischiano di creare apprensione tra la cittadinanza».
Per questo hanno chiesto spiegazioni ai vertici delle istituzioni sanitarie, Asl e Arpa.
Orizio ricorda che la questione leucemie e tumori era stata oggetto di approfondimenti negli anni scorsi, citando in particolare la relazione del dipartimento prevenzione sanitaria Asl dell'aprile 2007: «Si ritiene che attualmente non vi siano elementi tali da ritenere che la popolazione di Ospitaletto sia a rischio di esposizione a fattori favorenti leucemie e linfomi in misura diversa dalla restante popolazione Asl della provincia di Brescia».
Insomma, i sindaci dei due paesi si chiedono come questo passaggio possa conciliarsi con quanto scritto da Legambiente, ovvero il contrario della relazione Asl: «Le condizioni sanitarie di Ospitaletto e Castegnato negli anni hanno segnato presenze anomale di leucemie, e la stessa presenza di neoplasie è maggiore che in altre zone, forse anche perché la qualità dell'aria è pessima e gli inquinanti entrano nella filiera alimentare».
Ma c'è o non c'è un numero sospetto di gravi malattie?
Legambiente indica un probabile nesso tra fonti inquinanti sul territorio (21 discariche con rifiuti pericolosi, falde inquinate, aziende dalle emissioni inquinanti, milioni di veicoli sull'A4). Quel che è vero è che non esiste in provincia di Brescia, al contrario di Mantova per esempio, una indagine epidemiologica sulla casistica di neoplasie vicino a fonti massicce di inquinamento.
Indagine che Legambiente indica ora come un necessario punto di partenza.P.GOR.
"La Notte della Rete"
Dopo la mobilitazione della Notte della Rete (5 luglio), il 6 luglio l'Agcom ha approvato la delibera 668/2010 in materia di Internet e diritto d'autore .
Pare che il testo sia stato in parte revisionato e smussato rispetto a quanto previsto inizialmente.
Esso verrà sottoposto a un iter di consultazione entro i 60 giorni successivi alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
- Delibera Agcom: tanto rumore per nulla?
(Fonte: http://blog.panorama.it/hitechescienza/2011/07/07/delibera-agcom-tanto-rumore-per-nulla/)
La famosa delibera dell’Agcom ha finalmente un volto, o meglio un testo. Ieri infatti l’Autorità garante delle comunicazioni ha approvato lo Schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, una sorta di canovaccio che prelude al rilascio del provvedimento finale, previsto per il mese di ottobre.
La buona notizia per tutti coloro che credevano che la delibera potesse diventare uno strumento censorio nella mani dell’Agcom è che il testo esclude dalla procedura contro la pirateria, “i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro”. O anche i contenuti per i quali vale “l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; l’uso didattico e scientifico; la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa”....
- vedi anche: Agcom e il bavaglino: http://www.lettera43.it/tecnologia/web/20406/ma-testo-piu-morbido-e-ulteriori-60-giorni-di-consultazioni_breve.htm
Pare che il testo sia stato in parte revisionato e smussato rispetto a quanto previsto inizialmente.
Esso verrà sottoposto a un iter di consultazione entro i 60 giorni successivi alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
- Delibera Agcom: tanto rumore per nulla?
(Fonte: http://blog.panorama.it/hitechescienza/2011/07/07/delibera-agcom-tanto-rumore-per-nulla/)
La famosa delibera dell’Agcom ha finalmente un volto, o meglio un testo. Ieri infatti l’Autorità garante delle comunicazioni ha approvato lo Schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica, una sorta di canovaccio che prelude al rilascio del provvedimento finale, previsto per il mese di ottobre.
La buona notizia per tutti coloro che credevano che la delibera potesse diventare uno strumento censorio nella mani dell’Agcom è che il testo esclude dalla procedura contro la pirateria, “i siti non aventi finalità commerciale o scopo di lucro”. O anche i contenuti per i quali vale “l’esercizio del diritto di cronaca, commento, critica o discussione; l’uso didattico e scientifico; la riproduzione parziale, per quantità e qualità, del contenuto rispetto all’opera integrale che non nuoccia alla valorizzazione commerciale di questa”....
- vedi anche: Agcom e il bavaglino: http://www.lettera43.it/tecnologia/web/20406/ma-testo-piu-morbido-e-ulteriori-60-giorni-di-consultazioni_breve.htm
martedì 5 luglio 2011
appelli per la libertà
1) "La Notte della Rete": domani una delibera del Garante delle comunicazioni (Agcom) potrebbe consentire all’Autorità di cancellare e oscurare siti internet solo sospettati di violare il diritto d’autore senza alcun processo. Il rischio è che la legittima tutela del copyright si tramuti in censura arbitraria.
Vuoi sostenere l'iniziativa "La Notte della Rete", contro il provvedimento Agcom sul diritto d'autore?
Per saperne di più e firmare la petizione: http://sitononraggiungibile.e-policy.it/
2) Mai più alle urne con questa legge: se vuoi sostenere l’appello lanciato da Libertà e Giustizia per il superamento dell’attuale legge elettorale, che non consente al cittadino di esprimere preferenze e che concentra il potere nelle mani di pochi capi di partito, firma la petizione: http://www.libertaegiustizia.it/2010/06/21/mai-piu-alle-urne-con-questa-legge/
3) "Nessuno tocchi Report": Report è la principale trasmissione d'inchiesta della televisione italiana, quella con il miglior rapporto costo-ascolti e il più alto indice Qualitel.
Report è una trasmissione di servizio pubblico che ogni anno, solo di pubblicità, porta nelle casse della Rai quasi 5 milioni di euro a fronte di un costo di poco più di 2 milioni.
Report è il programma di approfondimento giornalistico che ha raccolto più riconoscimenti in Italia e all'estero.
Report è uno dei simboli del servizio pubblico.
La Rai ha confermato Report nel palinsesto autunnale, eppure il futuro della trasmissione è concretamente a rischio. Perché apprendiamo che la Direzione Generale dell'azienda intende sospendere la copertura legale al programma. È chiaro che per Report libertà d'informazione significa potersi difendere dalle querele per diffamazione e dalle cause per risarcimento danni, che possono avere anche un carattere intimidatorio. Report, in questi anni, ha affrontato decine di cause e non ne ha mai persa una.
Senza copertura legale Report muore.
Senza Report la televisione pubblica smette di raccontare i problemi del Paese.
Se vuoi saperne di più e firmare la petizione : http://www.articolo21.org/91/appello/nessuno-tocchi-report.html
Vuoi sostenere l'iniziativa "La Notte della Rete", contro il provvedimento Agcom sul diritto d'autore?
Per saperne di più e firmare la petizione: http://sitononraggiungibile.e-policy.it/
2) Mai più alle urne con questa legge: se vuoi sostenere l’appello lanciato da Libertà e Giustizia per il superamento dell’attuale legge elettorale, che non consente al cittadino di esprimere preferenze e che concentra il potere nelle mani di pochi capi di partito, firma la petizione: http://www.libertaegiustizia.it/2010/06/21/mai-piu-alle-urne-con-questa-legge/
3) "Nessuno tocchi Report": Report è la principale trasmissione d'inchiesta della televisione italiana, quella con il miglior rapporto costo-ascolti e il più alto indice Qualitel.
Report è una trasmissione di servizio pubblico che ogni anno, solo di pubblicità, porta nelle casse della Rai quasi 5 milioni di euro a fronte di un costo di poco più di 2 milioni.
Report è il programma di approfondimento giornalistico che ha raccolto più riconoscimenti in Italia e all'estero.
Report è uno dei simboli del servizio pubblico.
La Rai ha confermato Report nel palinsesto autunnale, eppure il futuro della trasmissione è concretamente a rischio. Perché apprendiamo che la Direzione Generale dell'azienda intende sospendere la copertura legale al programma. È chiaro che per Report libertà d'informazione significa potersi difendere dalle querele per diffamazione e dalle cause per risarcimento danni, che possono avere anche un carattere intimidatorio. Report, in questi anni, ha affrontato decine di cause e non ne ha mai persa una.
Senza copertura legale Report muore.
Senza Report la televisione pubblica smette di raccontare i problemi del Paese.
Se vuoi saperne di più e firmare la petizione : http://www.articolo21.org/91/appello/nessuno-tocchi-report.html
Iscriviti a:
Post (Atom)


