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sabato 17 settembre 2011

Cartelli in Franciacorta. Mani ignote, ma consapevoli.

Apprendiamo dal Giornale di Brescia (16 sett. 2011) che ad Erbusco durante la notte mani ignote hanno modificato diversi cartelloni pubblicitari del «Franciacorta». Sui pannelli, posizionati fra i filari dei vigneti che accompagnano l'autostrada, sono stati applicati degli striscioni di carta.
Obiettivo: modificare il senso di promozione enologica e turistica del cosiddetto «brand» Franciacorta. Il tono dei messaggi veleggia fra l'ironia e la denuncia politica. Emblematico quanto accaduto al grande cartellone posto ai piedi del Monte Orfano, a Erbusco, dove sopra la scritta «Franciacorta» è comparsa la frase «Veleni, sfruttamento e cemento».

Per i “veleni e sfruttamento" vi rimandiamo ai post precedenti.
Per il “cemento” basterebbe guardarci intorno e valutare le previsioni dei vari PGT dei comuni della Franciacorta.
A questo proposito vi segnaliamo anche un articolo di Bresciaoggi, che offre una efficace fotografia della situazione in provincia di Brescia, e il comunicato stampa di Legambiente Lombardia  "Cementificazioni: saldi di fine stagione per 688 comuni", in cui l'associazione denuncia gli effetti del “Decreto Sviluppo” che, in Lombardia come in tutte le regioni italiane, consente che i Piani Attuativi comunali siano adottati e approvati con un rapido passaggio al chiuso della Giunta Comunale, senza sottoporsi alla discussione e alla votazione in Consiglio.

Qui l'articolo tratto da  Bresciaoggi (14 settembre 2011) :
LA SCHEDA. Dall'intera provincia fioccano richieste di edificabilità su aree agricole strategiche
Il trend: più cemento per tutti

Arriva dalla Valcamonica il «grosso» delle domande: centri turistici e campi da golf al posto di pascoli e boschi
Fra le 135 richieste figura anche una zona agricola attorno all´autodromo di CastrezzatoSono 47 su 206 (un quarto del totale) i Comuni bresciani che hanno chiesto alla Provincia di poter cementificare più zone agricole di quanto concesso nel Piano territoriale di coordinamento. Un'inversione di tendenza, dunque, rispetto al processo, pur timido, che negli ultimi anni aveva aumentato le tutele formali per le aree di pregio del territorio, e in particolare per l'agricoltura.

Le richieste più «esose» sono quelle di Ponte di Legno e di Roccafranca (che hanno chiesto quasi un raddoppio dell'area urbanizzata), seguite da quelle di Niardo, Cologne, Losine, Vione e Temù (nei boschi e pascoli di questi due Comuni si vuole realizzare un campo da golf).

Insomma, se ad oggi nel Bresciano si cementificano 2 ettari al giorno di territorio (dossier Legambiente 2009  ), non pare che il futuro riservi un'attenzione migliore all'ambiente, al paesaggio e alle aree con una storica e forte vocazione agricola.

Cospicue le richieste della Valcamonica: oltre ai Comuni citati, ricordiamo Artogne e Piancogno, dove sembra di evincere che le amministrazioni intendano superare la crisi economica aprendo nuove possibilità al «mattone». Non è da meno Castrezzato (ha chiesto di togliere i vincoli a fianco dell'autodromo di Franciacorta), ma vogliono meno aree agricole anche Marcheno (Valtrompia), Seniga (Bassa estrema), Moniga del Garda, Nuvolera e Prevalle.

Montirone anziché far leva sul pasticcio giuridico della Provincia (che ha messo nel piano cave la cava Cascina Betulla, vincolata ad area agricola strategica) chiede di far cadere i vincoli. Il che, come effetto collaterale, finirebbe per cosituire un assist ai cavatori.

Ci sono poi richieste che prevedono compensazioni (altre zone verdi al posto di quelle richieste come edificabili): è il caso di Capriolo, Angolo Terme (vuole rendere turistiche zone agricole alla Presolana), Darfo Boario, Paitone, Palazzolo, Erbusco, Desenzano.
Curiosità: unico comune a volere meno cemento è San Felice del Benaco.P.GOR.

venerdì 16 settembre 2011

IL CONVEGNO a Corte Franca. Crisi e politica. Cosa ne pensano gli esperti

Fonte: Bresciaoggi 15 sett. 20011

IL CONVEGNO. A Corte Franca gli European Colloquia organizzati dall'istituto I.S.E.O. e da Pioneer Investments con esperti di livello internazionale e tre premi Nobel
«Salvare l'euro per evitare un grande choc»
Magda Biglia

Engle: «I costi di questa evenienza sarebbero davvero enormi L'Europa ha bisogno di leader forti per avvicinare Stati diversi»

Il gravissimo rischio di «contagio» della crisi greca, i Paesi alle prese con il dilemma apparentemente irrisolvibile fra risanamento del debito e sostegno alla crescita, le politiche economiche dell'Unione europea e degli Usa, la sopravvivenza stessa dell'euro. Temi di portata internazionale finiti sotto la lente di un nutrito gruppo di studiosi ed esperti di altissimo livello, protagonisti della giornata denominata «European Colloquia Series», organizzata a Relais di Franciacorta di Colombaro di Corte Franca, da Pioneer Investments e dall'istituto I.S.EO. per gli studi economici e l'occupazione: fondato dal premio Nobel per l'Economia, Franco Modigliani, è oggi presieduto da un altro Nobel, Roberto Solow; come da acronimo ha sede nella città sebina, il cui sindaco attuale, Riccardo Venchiarutti, ne è vice presidente.

RELAZIONI e tavole rotonde si sono alternate come da programma proponendo vari spunti di riflessione, nel tentativo di lanciare messaggi rassicuranti e individuare possibili suggerimenti e soluzioni, davanti a un folto gruppo di investitori, soprattutto professionali. Esponenti del Fondo monetario internazionale, della Commissione europea e delle banche; ed ancora, economisti e tre Nobel dell'Economia, di fronte ad una crisi senza precedenti, hanno concordato sul fatto che i governi europei hanno ancora «munizioni in canna» per evitare il disastro della fine dell'euro, che avrebbe costi inimmaginabili. Un quadro ancora difficile, dunque, che non dà certezze neppure sul fronte degli investimenti. Persino i tre insigniti del massimo riconoscimento per l'Economia, il britannico-cipriota Christopher Pissarides (nel 2010), lo statunitense Robert Engle (2003), l'inglese sir James Mirrlees (1996), hanno confessato di tenere le loro disponibilità liquide su conti correnti, rinunciando a rendimenti più elevati in cambio di una maggiore sicurezza. Niente azioni, al massimo qualche operazione rivolta ai Paesi emergenti, all'Australia, alla Nuova Zelanda. E soprattutto a lungo termine.

OBIETTIVO sulla finanza, ma non solo. Lo spunto è venuto dal piano del presidente Usa, Barack Obama, d 450 miliardi di dollari per il lavoro: è stato apprezzato in sala, anche se nessuno crede che sarà approvato. «I repubblicani non hanno alcun interesse a un miglioramento in vista delle prossime elezioni», ha detto Engle. E l'Europa? Senza una politica fiscale comune «non riuscirà a sostenere la moneta unica». Inoltre, deve fare i conti con parecchi Stati in difficoltà, non solo la Grecia, molto «infettiva» secondo Marco Buti, direttore generale agli Affari economici e monetari della Commissione Ue. «Non si possono ritagliare chirurgicamente i confini - ha detto - né si può governare una ristrutturazione ordinata». Ma si soffre anche in Spagna e in Italia e non solo, considerato che Moody's ha declassato anche due banche francesi.

IN QUESTA situazione Mirrlees ha indicato nella Germania un «possibile traino», ma deve avere il coraggio di «aumentare il suo deficit per rilanciare la spesa, lei che può, e aiutare chi è in difficoltà». Solo aumentando gli investimenti, «invece che tagliando, si ridà vita ai consumi, come insegna la Cina», ha aggiunto. Ed è necessario intervenire su «tassi di disoccupazione elevati nel Sud Europa». Una tesi condivisa anche da Pissarides: sacrificare l'occupazione alla salvaguardia del debito pubblico è un errore. «Non è una buona idea - ha sottolineato -: servono misure più mirate, come ad esempio quelle adottate dai Paesi scandinavi». Per quanto riguarda la manovra messa a punto dal Governo italiano è stata giudicata ancora insufficiente da Robert Wescott, ex consigliere economico di Bill Clinton: «Occorre prestare più attenzione ai mercati». Il Fondo monetario, secondo Mirrlees, farà pressione sul Paese, perchè contrariato da questo «piano depressivo. È vero che non c'è molto margine, considerato l'elevato livello di indebitamento, ma si potrebbero studiare soluzioni diverse e più equilibrate».

PIÙ TASSE e meno spesa pubblica è una ricetta bocciata anche da Robert Engle, convinto che l'Europa necessiti di «leader forti, capaci di coordinare e avvicinare Stati diversi tra loro. Non vedo - ha aggiunto - come Berlusconi sia capace di fare questo». L'obiettivo, comunque, non è tanto salvare l'Europa (in quanto entità fisica), quanto salvare l'euro, la cui fine, come ha evidenziato Engle «non potrebbe essere che un grande choc». Il Nobel ha prospettato le difficoltà nel prevedere quello che succederà «perchè non abbiamo esperienza del passato», ma un dato è certo: «i costi di una tale evenienza sarebbero davvero enormi».
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Fonte: Giornale di Brescia 15 sett. 20011

I Nobel a Corte Franca: si esce dalla crisi solo creando maggiore occupazione


Engle, Mirrlees e Pissarides al summit dell'Istituto Iseo e Pioneer Investments:
in Europa manca un vero leader, Berlusconi, Merkel e Sarkozy non lo sono

CORTE FRANCA A cosa dobbiamo il tracollo dei nostri titoli in Borsa? Perché i giovani oggi fanno così fatica a trovare lavoro? L'aumento di un punto percentuale dell'Iva e di 3 punti del prelievo fiscale per i redditi più elevati potrà servire a risanare il debito o metterà un freno all'economia? E alla fine di tutto, quale sarà il conto che dovremo pagare? Chi pensava di riuscire ad ottenere certezze granitiche dalle analisi dei tre Nobel dell'economia, Robert Engle, James Mirrlees e Christopher Pissarides, si sbagliava di grosso. Dagli «European Colloquia» di Corte Franca - la manifestazione internazionale promossa dall'Istituto I.S.E.O. con Pioneer Investments - sono emersi tutti i paradossi di una crisi di dimensione planetaria e che trae forza dal debito di Grecia, Italia e Spagna.

Ma il paradosso è proprio questo: l'analisi della crisi tiene conto di variabili macroeconomiche ed a questo punto il debito pubblico non rappresenta un problema. Lo ha spiegato il Nobel in carica per l'economia, Christopher Pissarides, «Non dobbiamo ingigantire troppo il problema del deficit, il vero problema è l'occupazione e non è una buona idea che i governi riducano le spese. Nell'area Ocse ci sono oltre 44 mln di disoccupati. Per diminuire la disoccupazione, servono misure mirate, come quelle adottate nei Paesi Scandinavi».

E l'Italia? Secondo il premio Nobel il nostro Paese è gravato da troppe zavorre, troppe rigidità «ha bisogno di riforme che accrescano la flessibilità nel mondo del lavoro. Ad un basso sostegno ai disoccupati si contrappone una troppo elevata protezione dei lavoratori a tempo indeterminato», che secondo Pissarides costituiscono un «caso molto insolito». In Italia c'è un servizio di collocamento al mercato del lavoro poco efficiente - spiega -. I giovani fanno troppo affidamento sulla famiglia e non è una buona cosa per l'economia. Per questo è necessario favorire servizi di collocamento professionali». Stesse tesi sono sostenute anche da James Mirrlees (Nobel 1996): «Il problema della disoccupazione nel Sud Europa deve essere affrontato insieme al quello del debito. Grecia e Spagna hanno tassi di disoccupazione del 20%; un piano di austerità non può che aggravare il problema».

La soluzione non può che arrivare dalla Germania: «solo i tedeschi possono fare qualcosa aumentando il proprio deficit a favore di Paesi come la Grecia».

E sul fronte Italia? Di una cosa è certo James Mirrlees, le misure della Manovra non sono sufficienti per risanare i conti pubblici e la Bce e il Fondo Monetario faranno pressione. «Premetto che aumentare le tasse non aiuta mai la crescita economica. Se è accettabile l'aumento dell'Irpef del 3% sui redditi più elevati, perché non ha impatto sui consumi, l'aumento dell'Iva è una misura che va nella direzione sbagliata. Il Fmi e Bce faranno pressioni perché il pacchetto non è sufficiente».

Una crisi figlia dell'Europa e della mancanza di una vera politica europea. Lo ha ricordato anche il presidente Obama. «Paghiamo l'assenza di una leadership forte, capace di coordinare ed avvicinare Stati così diversi tra loro», sostiene Robert Engle (Nobel 2003). La politica europea ha grande responsabilità in questa crisi. Non vedo politici in grado di guidare verso una soluzione. Non lo è Berlusconi - sostiene -; ma non può farlo nemmeno la Merkel, perché è troppo presa da conflitti interni; Sarkozy ha le caratteristiche per questo ruolo».

Ogni guerra ha i propri eroi. E le battaglie quotidiane della crisi vede in prima fila le banche centrali. Lo ha detto il direttore del Fmi, Arrigo Sadun: «Fra gli eroi di questa crisi ci sono le banche centrali. Se non fossero intervenute con decisione e coraggio non credo che oggi ci troveremmo qui, bisogna riconoscere che le loro politiche monetarie sono state strumentali e decisive nel passato, lo sono ancora adesso e temo che continueranno ad esserlo anche in futuro».
Roberto Ragazzi r.ragazzi@giornaledibrescia.it

giovedì 15 settembre 2011

In una terra ospitale, educhiamo all'accoglienza

Vi segnaliamo quattro serate sul tema dell'accoglienza
1° incontro: venerdì 16 settembre, ore 20,30
"L'uomo creatura responsabile ed ospitale"
Cazzago San Martino,
centro diurno Cascina Sorriso, via Verdi
qui la locandina con ulteriori informazioni

lunedì 12 settembre 2011

Arriva il PiM: armiamoci di guanti e sacchetti

PiM ovvero "Puliamo il mondo" è il nome dell'iniziativa di Legambiente, alla quale il nostro Comune aderisce per la prima volta.

È in programma il coinvolgimento di alunni dell’Istituto scolastico, già da tempo impegnato a seguire progetti a carattere ambientale, mentre domenica 18 settembre la mattinata è aperta a tutti i cittadini: partecipare è facile, basta presentarsi all’appuntamento alle ore 9 presso il Parco Conicchio, possibilmente segnalando la propria adesione alla segreteria comunale al fine di poter meglio organizzare i gruppi da dirottare sulle zone pubbliche da ri-pulire.
Qui la locandina dell’iniziativa di domenica con tutte le informazioni



Anni fa il livello di sviluppo e di benessere di un paese era misurato in base alla quantità di rifiuti prodotti; oggi fortunatamente si dà valore alla loro diminuzione e, stando all’ultimo rapporto ISPRA, la quantità è in calo
ma nel contempo si registra un aumento dei costi di gestione.

Rimane quindi prioritario non solo attuare puntualmente la raccolta differenziata, ma soprattutto ridurre i rifiuti alla fonte, magari anche modificando stili di vita troppo protesi verso lo spreco e il consumo di beni effimeri.


A livello individuale possiamo già fare tanto, ma molte azioni sono possibili anche a livello amministrativo: ad esempio, la riduzione della produzione di rifiuti cartacei, l’attenzione alla gestione delle mense scolastiche, il coinvolgimento della grande distribuzione e dei piccoli esercenti (per la riduzione degli imballaggi, la diffusione di prodotti sfusi e alla spina, la distribuzione delle eccedenze alimentari verso strutture di sostegno agli indigenti...).

E magari prestare attenzione anche nell’organizzazione di feste, sagre ed eventi vari? A questo proposito in alcune regioni e province è possibile aderire alle “ecofeste” *, progetti che prevedono la sostituzione di stoviglie e posate usa e getta in plastica con stoviglie lavabili in ceramica, vetro e metallo o biodegradabili (avviabili a compostaggio) e la gestione differenziata degli altri rifiuti prodotti in occasione della preparazione e del consumo dei pasti.
*v. anche: http://www.asia.tn.it/index.php?id=139
                http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=107227


In conclusione, sia a livello individuale che amministrativo, sono tante le azioni che ci possono permettere di ridurre i rifiuti, salvaguardando l’ambiente e risparmiando energia e risorse.




sabato 10 settembre 2011

Pezzi grossi a Colombaro

Fonte: Bresciaoggi 10 Settembre 2011
IL CONVEGNO. Mercoledì prossimo a Colombaro di Corte Franca l'edizione 2011 degli European Colloquia promossi dall'Istituto I.S.E.O. con relatori di fama mondiale

Brescia «faro» dell'Economia con tre Nobel

Giuseppe Zani

Engle, Mirrlees e Pissadires a confronto con altri «big» per dare risposte e prospettive su mercati, lavoro e risparmio
I.S.E.O. - l'Istituto di studi per l'economia e l'occupazione, fondato da Franco Modigliani - trasferisce gli «European colloquia» dalla capitali europee in Franciacorta, ma conferma l'orizzonte sul mondo intero. L'APPUNTAMENTO è per mercoledì 14 settembre, al Relais di Franciacorta, a Colombaro di Cortefranca. Per l'intera giornata tre premi Nobel per l'Economia e alcuni responsabili economici di enti europei e internazionali (si veda a fianco) si confronteranno su temi di scottante attualità di fronte a una platea di 300 imprenditori, accademici e studenti provenienti da tutto il pianeta: un confronto di livello per analizzare e contribuire a offrire risposte e nuove prospettive in tempi nei quali le dinamiche del lavoro e della finanza restano un rebus per gli stessi specialisti. Il summit, dal titolo «Un'epoca di macro e micro frizioni», cade in un periodo caratterizzato da forti squilibri e tensioni, sia a livello microeconomico (dove spesso si riflettono strutturali imperfezioni dei mercati), sia a livello macroeconomico considerati gli effetti internazionali della crisi scoppiata nel 2007. Come interpretarli e come affrontarli? «Il convegno - ha spiegato Riccardo Venchiarutti, vicepresidente dell'istituto con sede a Iseo, nonchè sindaco del capoluogo sebino - vuole proporre un'analisi di alcuni aspetti salienti degli squilibri correnti, con un focus particolare sui argomenti di attualità: i rapporti economici internazionali e le prospettive per l'Europa e per i Paesi emergenti, la volatilità dei mercati finanziari e la possibilità di controllare il rischio nei portafogli di investimento, il risparmio delle famiglie e i fattori che possono contribuire alla sua crescita».

SARANNO AFFRONTATE temi di particolare interesse come la sostenibilità di una crescita del debito sull'economia, la crisi di credibilità che sta investendo l'Italia, la Grecia e il Portogallo, il pareggio di bilancio, gli effetti delle politiche recessive sull'occupazione e sul welfare, la speculazione finanziaria e le reazioni dei mercati. Relatori d'eccezione i Nobel Robert Engle (2003), James Mirrlees (1996) e Christopher Pissarides (2010). Il più importante contributo alla scienza economica di Engle, statunitense, è riconducibile allo sviluppo di un metodo per analizzare movimenti imprevedibili nei prezzi dei mercati finanziari e nei tassi d'interesse: un'accurata previsione di tali movimenti è essenziale per quantificare e gestire efficacemente il rischio. L'inglese Mirrlees spicca, tra l'altro, per i brillanti risultati conseguiti nell'analisi del bilanciamento tra equità sociale ed efficienza della produzione in un sistema di tassazione. Pissarides, britannico-cipriota, emerge per la sua indagine su alcune tematiche proprie della macroeconomia, quali il pieno impiego, le politiche di sviluppo economico e le torbulenze finanziarie.

CON I TRE Nobel si confronteranno economisti e docenti tra i più conosciuti: tra loro anche Arrigo Sadun, del Fondo Monetario Internazionale, e Marco Buti, della Commissione europea. Nessun membro del Governo italiano è annunciato, al momento. L'appuntamento di mercoledì prossimo si inserisce nella serie di incontri «European colloquia» nata nel 2006. Dopo l'esordio a Praga, nel 2006, tappa a Vienna nel 2007, quindi nel 2008 a Venezia e nel 2010 a Londra. Ora la scelta di I.S.E.O. (istituto oggi presieduto dal Nobel Robert Solow), e del partner organizzativo e scientifico, Pioneer Investments, cade sulla zona del Sebino e della Franciacorta. L'ingresso è a invito (per tentare un accredito: segreteria istiseo.org). «È un evento importante anche sotto il profilo turistico - ha aggiunto Riccardo Venchiarutti -: per un paio di giorni il comprensorio sarà invaso da imprenditori, accademici e studenti interessati pure a conoscere le bellezze del territorio». In questa direzione muove anche la decisione di offrire a tutti i partecipanti, al termine dei lavori, la possibilità di compiere una visita guidata alla scoperta degli angoli più fascinosi del lago; oppure effettuate un tour a bordo di un battello attorno a Montisola. Immancabili, in serata, alcuni assaggi in un'azienda vitivinicola della Franciacorta.

dialetto e scrittura

Pàrlô come t’à ’nsegnàt tò màder...
e magari impariamo anche a scrivere correttamente in dialetto...
Ecco l'iniziativa del GAG :
Se ti va di imparare a scrivere il tuo dialetto...

Nella seconda metà di ottobre... (data e luogo sono ancora da fissare con precisione) il GAG organizza un corso che si articolerà in 4 incontri.
Saremo più precisi nel giro di poco tempo.


Intanto tu pensaci.

sabato 3 settembre 2011

15° censimento nazionale

-Il Censimento nazionale della popolazione è un’indagine statistica realizzata ogni dieci anni.

Riguarda tutte le famiglie, italiane e straniere, che risulteranno residenti o presenti nel nostro territorio alla data del 9 ottobre 2011.
A partire da metà settembre, arriverà a tutte le famiglie il questionario del Censimento della popolazione e delle abitazioni 2011.
Sul sito dell'ISTAT si legge che sarà anche possibile compilarlo direttamente via web

IL COMUNE DI CORTE FRANCA HA RIAPERTO IL BANDO
PER IL REPERIMENTO E LA SELEZIONE DI ASPIRANTI RILEVATORI DEL 15° CENSIMENTO: le domande vanno presentate entro il prossimo 12 settembre

mercoledì 31 agosto 2011

Basta indicazioni in dialetto, i cartelli diventano più turistici

Fonte: Bresciaoggi, Mercoledì 31 Agosto 2011


CORTE FRANCA. La nuova Giunta ha tolto le denominazioni in doppia lingua, volute dall' Amministrazione del Carroccio
Basta indicazioni in dialetto, i cartelli diventano più turistici
Fausto Scolari
Spiegano le peculiarità storiche, paesaggistiche ed economiche del territorio della Franciacorta Senza dimenticare i Longobardi

Gli amministratori di Corte Franca sembrano volersi sbizzarrire nell'ideare cartelli stradali che invoglino i turisti, che transitano alla ricerca di curiosità, a fermarsi e far visita a questi luoghi, considerati siti tradizionali e ricchi di storia, appetibili ai «viandanti» per cultura e peculiarità paesistiche e storiche. Ebbene a Corte Franca dismessi i cartelli dialettali, di leghista memoria, sono stati installati in questi giorni a cura della nuova Giunta di centro sinistra guidata dal medico Giuseppe Foresti, cartelli con scritte in italiano che sottolineano le radici e la storia che contraddistingue ogni frazione. Al vernacolo, che ricordava come si pronunciano in dialetto le località di Colombaro (Columber), Nigoline (Niguline), Borgonato (Burgunat), Timoline (Timuline), la nuova amministrazione (subentrata ad una civica che aveva lasciate inalterato le scritte leghiste) ha deciso di sostituire i cartelli dialettali con altri in italiano, più comprensibili a tutti i turisti (anche se una scritta in inglese non avrebbe guastato). E così all'ingresso di Borgonato sotto l'indicazione stradale è stato posto un cartello marrone con scritto: Cantine e case storiche tra i vigneti; a Nigoline si legge: Borgo di antichi palazzi signorili; a Timoline c'è la dicitura: In origine significativa corte Longobarda; e a Colombaro: In origine corte medioevale fortificata.

«L'IDEA - sottolinea l'assessore Gianni Gei - è quella di indicare ai turisti le peculiarità storiche della nostra terra. Vorremmo che comprendessero che si trovano in un sito importante sia per la cultura, la storia e l'enologia, laddove si respira tradizione a pieni polmoni. Dobbiamo lavorare sodo affinché il paese di Corte Franca venga sempre più percepito come un sito a vocazione turistica. Siamo sempre più convinti di avere tutte le caratteristiche necessarie per essere tale, e per giocare un ruolo importante nel rilancio della Franciacorta. Oggi cominciamo dai cartelli, che descrivono, seppur in ampia sintesi, che cosa ci si trova davanti quando si varcano i confini di un frazione piuttosto che un'altra, per continuare nei prossimi mesi con iniziative mirate a rendere sempre più ospitale il nostro paese».

martedì 30 agosto 2011

Ass. Monte Alto: progetto Bosco diffuso

Fonte: Giornale di Brescia, 30 agosto 2011

Corte Franca
Con «Bosco diffuso» il Monte Alto diventa per tutti

CORTE FRANCA Trentacinque ettari di bosco sul Monte Alto di Corte Franca saranno custoditi e mantenuti dall'Associazione Monte Alto con uno scopo preciso: renderli fruibili a tutti coloro che amano la natura. Il «risultato» è stato raggiunto dall'Ama, sodalizio nato vent'anni fa dall'antincendio boschivo, grazie anche alla fiducia accordatagli dai proprietari dei terreni sul Monte Alto. Tre infatti sono le proprietà del versante del Monte Alto: la Fondazione Cacciamatta ha concesso in affitto 28 piò di bosco, la famiglia D'Ansenbourg 17 e la marchesa Pareto-Spinola 57.

È stato creato un progetto dal titolo: «Bosco diffuso, la natura per tutti». Per la sua stesura l'Ama si è avvalsa di un consulente con esperienza internazionale, l'agronomo Antonio Pagani. Che spiega: «Il progetto ha un duplice obiettivo. In primis il mantenimento dell'omogeneità del territorio, che ha un valore altissimo, visto che si tratta di una porzione di monte dove non ci sono costruzioni e piccole proprietà private. Secondariamente rendere l'area fruibile a tutti. Per raggiungere l'obiettivo saranno messe in atto azioni che vanno dalla mappatura dei sentieri a giornate di ingegneria naturalistica». Alessandro Gatti, attuale presidente dell'Ama: «Siamo grati ai proprietari per averci dato fiducia con la concessione di contratti d'affitto, evitando speculazioni e dispersioni delle peculiarità ambientali; per questo abbiamo in mente numerose iniziative sia di carattere divulgativo che educativo, sociale e sportivo». L'Ama infatti ha in progetto la pubblicazione di una carta dei sentieri, previa mappatura, pulizia e manutenzione della rete sentieristica (già effettuata in maniera costante). L'idea è quella di accompagnare persone interessate a vedere la natura ed i resti archeologici dei castelli sul Monte Alto. Siamo poi al tema dell'«ingegneria naturalistica». L'idea è quella di permettere a chi frequenta la zona di realizzare piccole opere di contenimento terra piuttosto che di scorrimento acqua. Ancora, leggendo il progetto del «Bosco diffuso» si trovano voci quali «Sentieri di corsa», «Pittori imboscati» e per i più piccoli giornate dedicate a «Il popolo degli alberi» ed a «Gli abitanti del bosco». Per informazioni sulle iniziative associazione.montealto@gmail.com oppure Alberto Gatti (3383668149), Alessandro Gatti (3484410369) e Gabriele Ongaro (3493054560).
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domenica 28 agosto 2011

avviso

Una valida occasione di formazione per chi è interessato all'impegno nell'ambito politico. 

Ci viene segnalato che la zona ACLI Sebino-Oglio-Franciacorta ha organizzato per i prossimi mesi di settembre e ottobre 2011 un corso di formazione all'impegno socio-politico e amministrativo. 

Titolo del corso è "Italiani si diventa: il comune. La partecipazione dei cittadini al bene comune". 

Il corso si articola in 6 incontri che vedranno come relatori anche amministratori comunali del nostro territorio. Le tematiche affrontate durante il corso sono strettamente connesse con la prassi del governo comunale.
Per adesioni e ulteriori informazioni vedi qui
Importante diffondere per far conoscere, in particolare ai giovani, questa opportunità.